La transizione energetica del settore automobilistico dovrà essere progressiva e aperta a più soluzioni tecnologiche. È questa la visione espressa da Suzuki Italia, per voce di Massimo Nalli, che della filiale italiana dell’azienda giapponese è presidente e amministratore delegato.
“Il futuro sarà anche elettrico e su questo non ci sono dubbi – ha commentato in proposito Nalli – ma la tecnologia deve rispondere prima di tutto alla domanda del cliente”. Per il manager la transizione non dovrebbe avvenire con un passaggio brusco ma con un percorso graduale. “L’elettrificazione – ha aggiunto Nalli – non deve essere uno scalino da superare all’improvviso, ma una rampa progressiva. Accanto all’elettrico crediamo possano avere un ruolo anche biocarburanti, carburanti sintetici e idrogeno”.
Suzuki si prepara comunque al debutto della sua prima vettura elettrica, la nuova e-Vitara che affiancherà il modello termico, mantenendo alcune caratteristiche storiche del marchio. “Abbiamo sviluppato un vero 4×4 elettrico – ha detto ancora Nalli – con doppio motore, in modo da garantire una trazione integrale credibile, come ci si aspetta da una Suzuki”.
Tra i modelli simbolo di Suzuki su quattro ruote (motrici), nel cuore degli appassionati resta un’incognita il futuro di Jimny, oggi uscita dal mercato europeo a causa delle normative sulle emissioni. “La Jimny non è scomparsa – ha spiegato Massimo Nalli – ma è uscita dall’Europa perché le regole sulle emissioni lo richiedono. È una vettura che continua ad avere una forte richiesta”.
Realizzare una versione completamente elettrica, però, resta una sfida complessa. “Per fare una Jimny vera – ha concluso Nalli – servono leggerezza e robustezza. Costruire un fuoristrada elettrico con queste caratteristiche sarebbe quasi un esercizio aeronautico”.
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