Nelle oltre oltre 2,3 milioni di
pagine pubblicate dal Corriere della Sera dal 5 marzo 1876 ad
oggi, l’automobile e temi legati alla circolazione e
all’industria hanno sempre occupato molto spazio. Questo non
avviene però subito in quanto i primi esperimenti significativi
di veicoli a motore – come la Patent Motorwagen di Benz del 1886
considerata la capostipite della storia dell’auto – vengono alla
ribalta solo dopo quella data.
Il Corriere della Sera è però attento e puntuale, tanto nel
nell’edizione del 15-16 agosto del 1888 compare per la prima
volta la parola maschile ‘automobile’. Il termine non indica
però il veicolo che conosciamo oggi, ma viene usato come
aggettivo per descrivere i primi mezzi di trasporto a
propulsione meccanica. Si leggono piuttosto termini come
carrozza senza cavalli, triciclo a vapore o locomobile.
Quel decennio segna la nascita delle prime importanti aziende
del settore e io debutto dei primi ‘veicoli automobili’. Nel
1883 viene fondata la francese De Dion-Bouton; nel 1886 Gottlieb
Daimler e Wilhelm Maybach realizzano la loro prima carrozza a
motore; nel 1889 Armand Peugeot presenta il suo primo veicolo a
tre ruote a vapore, passando poi al motore a scoppio nel 1890.
Con gli automobili che iniziano a circolano sulle strade
delle maggiori città europee si cominciano a pubblicare anche le
prime esperienze di funzionamento e di guida. Nell’edizione del
26-27 agosto 1890 il corrispondente da Parigi (lo stesso Eugenio
Torelli Viollier, fondatore del Corriere della Sera, che
manteneva un forte legame con la Francia) con una breve notizia
riferisce dell’esperimento su strada di un veicolo – in questo
caso a vapore – effettuato nella Capitale.
La fondazione della Panhard & Levassor è del 1891, e due anni
dopo (1893) nasce negli Stati Uniti la Duryea Motor Wagon
Company prima azienda americana a produrre veicoli a benzina. Il
2 gennaio dello stesso anno – e il Corriere della Sera ne
riferisce ampiamente – è arrivato il primo automobile
immatricolato in Italia. E’ una Peugeot Type 3 ordinata nel 1892
dal conte Gaetano Rossi, industriale tessile di Piovene
Rocchette (Vicenza).
Nel 1894 nasce la Miari & Giusti a Padova che è la prima Casa
automobilistica italiana producendo i veicoli progettati da
Enrico Bernardi, Nel 1898 in Francia Louis Renault costruisce la
sua prima vettura, dando inizio all’omonima azienda. Ma la data
probabilmente più importante per le cronache degli albori
dell’auto è quella dell’11 luglio 1899 quando viene fondata
presso Palazzo Bricherasio la Fabbrica Italiana Automobili
Torino (Fiat).
Il primo articolo del Corriere della Sera sulla nascita della
Fiat è del giorno successivo, il 12 luglio 1899. Con il titolo
‘Una fabbrica di automobili a Torino’, il quotidiano riporta la
notizia della creazione della società con un capitale sociale di
800mila lire. Lo fa citando anche i fondatori inclusi Emanuele
Cacherano di Bricherasio e Giovanni Agnelli.
Il 31 gennaio del 1907 segna invece un ulteriore e nuovo tipo
di legame tra le quattro ruote e la carta stampata. Quel giorno
il quotidiano francese Le Matin pubblica un annuncio ‘C’è
qualcuno che accetti di andare, nell’estate prossima, da Pechino
a Parigi in automobile?’.
Si iscrivono in cinque, e Luigi Barzini – grande inviato del
Corriere della Sera – affianca a bordo della Itala 35/45 il
principe Scipione Borghese, formando l’unico equipaggio
italiano. Dopo16 mila km, i due arrivano vittoriosi a Parigi.
sfida è vinta. E i reportage di Barzini, pubblicati oltre che
sul Corriere anche sul The Daily Telegraph, fanno il giro del
mondo. Nel febbraio 1926 avviene la rivoluzione (subito ripresa
anche nelle pagine del Corriere della Sera) che riguarda la
parola automobile e il suo genere maschile.
È Gabriele D’Annunzio, in una celebre lettera indirizzata al
senatore Giovanni Agnelli, a stabilire definitivamente che il
genere è femminile. E da allora articoli e resoconti si
riferiscono in femminile alla “graziosa, vivace, scattante” –
come la definisce il Vate – automobile.
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