La rotta europea verso lo stop ai
motori termici nel 2035 è tracciata. Ma, secondo Sebastien
Guigues, ceo di Renault Group Italia, il percorso per arrivarci
richiede sicuramente maggiore pragmatismo e strumenti adeguati
ai diversi mercati.
“La destinazione è chiara, ma si parla troppo del punto di
arrivo e poco delle strade per raggiungerlo”, osserva il ceo.
L’Italia, ricorda, “è ancora sotto il 10% di quota di mercato
per le auto elettriche, lontana dagli obiettivi europei”.
“Non tutti possono passare immediatamente dal diesel
all’elettrico – aggiunge -: per ragioni di prezzo,
infrastrutture o semplicemente per timore verso una tecnologia
percepita come nuova”.
In questo contesto, le soluzioni ibride, plug-in e anche il
Gpl rappresentano, secondo Renault, strumenti di transizione
particolarmente adatti ai mercati del Sud Europa. “L’ibrido è
una risposta concreta: quest’anno per noi vale circa il 60%
delle vendite” spiega Guigues.
Il confronto con la Norvegia, dove l’elettrico supera
l’80%, evidenzia le profonde differenze tra Paesi europei. “Ogni
mercato ha tempi e condizioni diverse. Serve una strategia che
tenga conto di queste specificità”.
C’è poi il tema competitivo. “Dobbiamo assicurarci che tutti
giochino con le stesse regole. Se altri produttori operano con
vincoli differenti, rischiamo di mettere in difficoltà
l’industria europea”, avverte Guigues.
Un’industria che, sottolinea, resta un’eccellenza mondiale
per tecnologia, design e capacità ingegneristica. “La mobilità a
zero emissioni è una necessità per le nuove generazioni. Ma
dobbiamo accompagnare la transizione proteggendo il valore e il
savoir-faire dell’automotive europeo”.
Automobile Magazine – Italia























