General Motors Messico ha annunciato il licenziamento di 1.900 dipendenti presso lo stabilimento di Ramos Arizpe, nello stato di Coahuila. Una misura giustificata come una reazione ai dazi imposti dagli USA e alla diminuzione della domanda di veicoli elettrici, che ha reso necessario l’azzeramento del secondo turno di lavoro. La decisione di ridimensionare l’organico appare ancor più sorprendente visto che è stata presa solo pochi giorni dopo l’annuncio di un investimento da un miliardo di dollari per il biennio 2026-2027.
GM licenzia 1.900 dipendenti in Messico
Parliamo di un investimento volto a garantire la competitività di GM sul mercato nordamericano. Ma le reali conseguenze della fiscalità e delle politiche commerciali hanno costretto l’azienda a riconsiderare le proprie strategie. I timori associati ai licenziamenti non si limitano solo ai dipendenti diretti, poiché il sindacato locale avverte di un potenziale effetto domino sulla catena di approvvigionamento. Si stima che per ogni posto di lavoro perso in fabbrica, possano andare persi ulteriori tre posti nell’indotto. Il colosso statunitense ha assicurato che i licenziamenti saranno effettuati nel rispetto delle normative vigenti. E ha definito la scelta come necessaria per mantenere l’efficienza operativa e garantire la competitività in un mercato in rapida evoluzione.
Dazi e crisi EV le cause
Soltanto qualche giorno fa, parlando di strategia, il CEO di GM, Mary Barra, si era espressa così: “Da un punto di vista normativo eravamo diretti a raggiungere il 50% di veicoli elettrici entro il 2030. Ma con i cambiamenti non ancora completamente chiariti, abbiamo deciso di imboccare una strada diversa. Penso che la cosa grandiosa di GM sia quella che abbiamo un portafoglio di veicoli elettrici davvero solido, su cui siamo ancora impegnati. Ma che al tempo stesso abbiamo una gamma di veicoli ICE molto solida. Nel 2025 abbiamo venduto oltre 700.000 veicoli con un prezzo di listino iniziale inferiore a 30.000 dollari. Abbiamo dunque affrontato la questione e possiamo già proporre veicoli accessibili”.
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