“L’etanolo rappresenta uno degli strumenti più efficaci e immediatamente disponibili per ridurre le emissioni del settore dei trasporti, eppure l’Italia continua a non sfruttarne il potenziale. Mentre nella maggioranza dei Paesi dell’Unione europea il bioetanolo è da anni parte integrante delle strategie di decarbonizzazione, il mercato italiano resta fermo, frenato da presunti vincoli logistici e da un quadro regolatorio insufficiente”. A dirlo oggi a Roma, lanciando l’allarme è AssoDistil, associazione che rappresenta e tutela le principali realtà del settore della distillazione italiana in occasione del workshop dal titolo “Bioetanolo sostenibile: quali prospettive per il mercato italiano?” “Il paradosso – commenta l’associazione nell’argomentare la problematica – è evidente”. “I consumi di benzina in Italia – sottolinea Assodistil – sono in crescita costante e le previsioni indicano un ulteriore aumento nei prossimi anni.L’età media del parco circolante in Italia ha superato i 13 anni, secondo dati Aci e il tasso di sostituzione è modesto”.”Stime accreditate – aggiunge la rappresentanza di settore – indicano che sono necessari dai 25 ai 27 anni per la completa sostituzione del parco circolante con vetture nuove a impatto zero. Ne consegue che, per abbattere le emissioni, urge intervenire sull’attuale parco vetture circolante. La soluzione più diffusa al mondo per abbattere le emissioni nei trasporti è l’uso del bioetanolo in miscela con la benzina”. “Nonostante ciò, il nostro Paese – evidenzia l’associazione – incomprensibilmente fatica a diffondere l’uso del bioetanolo in miscela con la benzina, probabilmente a causa di forti interessi in gioco e senza dimenticare le recenti richieste al Governo di sospendere l’aumento di quote delle biobenzine per il 2026”. Assodistil termina ricordano che “su 27 Paesi Ue ben 19 utilizzano già alla pompa la benzina E10, una miscela al 10% di etanolo. In Italia, invece, si resta formalmente all’E5, che tuttavia nella pratica equivale a un contenuto di etanolo prossimo allo zero”. “L’uso dell’etanolo sostenibile consente – conclude l’associazione – di abbattere le emissioni di CO2 fino al 79%, dato certificato a livello europeo”.
“Il Governo sta implementando azioni concrete per accelerare lo sviluppo e l’adozione del bioetanolo e dei biocarburanti in genere, sostenendo la domanda, sia nel settore agricolo che nel parco circolante e l’offerta, con fondi dedicati alla trasformazione dei siti tradizionali di raffinazione in moderne bioraffinerie”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un messaggio inviato al convegno sul bioetanolo sostenibile organizzato da Assodistil.”I progetti già avviati come quello di Livorno – ha precisato il ministro – confermano la validità di un percorso che vede l’Italia protagonista. In questo contesto, le nostre eccellenze della distillazione rappresentano i campioni di un’economia circolare capace di trasformare i sottoprodotti della vinificazione e i residui agricoli in bioetanolo”. Urso ha poi sottolineato “il nostro obiettivo è far sì che questo etanolo Made in Italy non sia destinato esclusivamente all’industria chimica o farmaceutica, ma entri anche nel serbatoio delle auto italiane, garantendo valore aggiunto ai nostri territori. Sostenere questo comparto significa valorizzare un modello che connette agricoltura e industria, garantendo una transizione che sia finalmente sostenibile non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico e sociale”.
“In Italia abbiamo un parco circolante di circa 42 milioni di auto e con un’età media di 13 anni. Conseguentemente dobbiamo fare una valutazione a lungo termine, perché non è che gli italiani tengono le auto perché sono affezionati. Le tengono perché ovviamente sono un investimento importante che probabilmente in questo periodo non possono affrontare come sostituzione con l’elettrico, dove anche le infrastrutture per poter fare il rifornimento sono ancora in via di perfezionamento”. Lo ha detto il presidente di Assodistil Antonio Emaldi.”Per cui – aggiunge il presidente – i biocarburanti saranno essenziali per poter ridurre l’utilizzo di quelli che sono i carburanti fossili tradizionali, ovvero benzina e gasolio. In particolare, il convegno di oggi si focalizza sull’uso del bioetanolo da miscelare con la benzina e il bioetanolo avanzato è un’ottima soluzione dal nostro punto di vista perché permette di risparmiare fino al 79% di emissioni di CO₂ rispetto a un litro di benzina standard”. “Quindi – conclude – la miscelazione diretta dell’etanolo con la benzina da subito può portare un grande vantaggio in termini di obiettivi da raggiungere per la nostra nazione”.
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