La passione di Brigitte Bardot per le cabrio francesi, la Rolls ma anche le Lancia

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Il rapporto di Brigitte Bardot con le automobili corrisponde perfettamente con le due fasi della sua vita, quella della star del cinema iniziata negli Anni ’50 e quella successiva iniziata nel 1973 – in forte contrasto con la precedente – di paladina degli animali e in generale di uno stile di vita rispettoso dell’ambiente.     La sua bellezza e la sua notorietà (guadagnata fin dal suo debutto cinematografico agli inizi degli Anni ’50) ne fecero rapidamente una perfetta testimonial delle 4 ruote. Questo in tempi in cui il mondo delle automobili scopriva il valore della promozione far guadagnare spazio ai brand motoristici sulla carta stampata, nei cinegiornali e nella debuttante televisione.     Vediamo dunque una 20enne BB fotografata nel 1954 accanto alla cabriolet Simca Aronde Weekend (un prototipo realizzato sotto la gestione di Ford della marca francese peraltro fondata nel 1922 dall’italiano Teodoro Enrico Pigozzi). Le immagini fanno il giro del mondo, In quel periodo le presenze nei film dell’attrice francese accanto alle automobili si moltplicano, anche perché stata appena introdotta nelle produzioni la soluzione del product placement e i motori creano un connubio ideale con BB. Il matrimonio con Roger Vadim, che guida in quel periodo una Lancia Aurelia B24 Spider con targa italiana Escursionisti Esteri (EE), è all’origine di una scena diventata iconica nel celebre film E Dio creò la Donna del 1956.     Nel 1957 la Bardot lega ancora la sua immagine al made in France e, in particolare, alla marca Simca. Nel film Une Parisienne BB brucia alcuni semafori rossi a Parigi alla guida di una cabriolet. Ma nella pellicola compare anche una Citroen DS, modello del mondo che conta in Francia.     È curioso notare che mentre Brigitte proseguirà in Francia l’attività di testimonial per DS, qualche anno più tardi, nel 1965, la filiale Usa del Double Chevron scaglierà la sorella Marie-Jeanne detta Mijanou – più giovane di 4 anni – e il suo bassotto per una campagna pubblicitaria della DS in quel mercato.     Tornando agli Anni ’50 e in particolare al 1958 anche Renault sceglie la Bardot come testimonial della nuova sbarazzina convertibile Floride a motore posteriore. Anche questo caso l’effetto BB è dirompente, come dimostra una copertina del mensile Quattroruote del 1958. La Floride compare anche nel suo film Voulez-vous danser avec moi ? ed in molte altre ‘uscite’ promozionali come la copertina di Action Automobile del 1958.

 
    Come testimoniano molte immagini la Renault Floride (che con il restyling diventerà Caravelle) è forse l’auto più iconica associata alla vita professionale ma anche di tutti i giorni della Bardot.     Nella fase della grande popolarità (e quindi della necessità di utilizzare un autista) nella prima vita motoristica di BB entra anche una Rolls Royce Silver Cloud II Mulliner (comprata di terza mano da da Charles Aznavour) e di cui disse durante una intervista “c’est la seule voiture qui donne envie de s’asseoir à l’arrière” cioè è l’unica auto che ti fa venire voglia di sedersi dietro.     Nel 1971 il nome della Bardot viene collegato in due occasioni al mondo delle supercar. In febbraio al il 2° Salone dell’Auto e Moto da Corsa al Grand Palais di Parigi si scopre la sua relazione con il pilota di Formula 1 François Cevert (che le fece provare anche l’ebbrezza di un viaggio a bordo di una Miura).     In autunno, invece, in occasione del Salone di Torino viene presentata la Ferrari 365 GTB/4 che per la sua bellezza ricevette da Leonardo Fioravanti di Piinfarina e dagli ingegneri di Maranello il soprannome BB, cosa che venne subito smentita dicendo che si trattava della contrazione di Berlinetta Boxer, per ricordare l’originale motore 12 cilindri contrapposti a 180 gradi.     Due anni più tardi il grande cambiamento: la Bardot, che nel 1969 aveva posseduto anche una Corvette C3 Stingray (auto sportiva che si addiceva all’allora immagine pubblica) decide di ritirarsi dalle scene e di cambiare completamente stile di vita.     Nel suo garage a di Saint-Tropez restano attive – per trasportare i suoi adorati animali – solo la Mini Moke verde e la storica Renault R4L che l’attrice ha guidato fino al 2024.        

Automobile Magazine – Italia