Unrae, ‘per l’industria dell’auto più dialogo e meno muri’

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“È una giornata cruciale per la mobilità in Europa e ci aspettiamo un segnale di riapertura al dialogo”. Così Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae, commenta l’attesa per la riunione della Commissione europea che nel pomeriggio dovrebbe pronunciarsi sulle politiche per l’auto, in un contesto segnato da forti aspettative e da indiscrezioni che parlano di una possibile revisione degli obiettivi sulle emissioni. Secondo Pietrantonio, gli obiettivi ambientali restano “assolutamente condivisibili”, ma il percorso delineato negli ultimi anni si è rivelato “probabilmente troppo ambizioso”, generando tensioni e incertezze sia tra i costruttori sia tra i consumatori.     L’auspicio è che si torni a un confronto costruttivo, finora mancato, per correggere alcune dinamiche e rendere la transizione più concreta e accessibile. Tra i temi sul tavolo, la possibilità di favorire l’accesso a piccole auto elettriche efficienti e a prezzi sostenibili, insieme a un approccio più pragmatico, in linea con quanto Unrae ha sostenuto nel tempo nei propri documenti di posizione.     “Quel position paper – osserva – resta ancora oggi attuale perché parla di realismo e gradualità, ed è la strada che sembra emergere nelle ultime discussioni europee”.     Pietrantonio richiama poi l’urgenza di affrontare la crisi del mercato automobilistico, che rispetto al 2019 ha subito una forte contrazione. In Italia mancano all’appello circa 400mila vetture, l’equivalente dei mercati di Grecia e Svezia messi insieme, un segnale di difficoltà che richiede risposte rapide e determinate. In questo quadro, il presidente di Unrae mette in guardia dal rischio di derive protezionistiche: “In 75 anni di storia abbiamo visto che l’Italia è cresciuta quando si è aperta al dialogo, non quando ha alzato muri. Lo stesso vale per l’Europa”. Alzare barriere, avverte, potrebbe avere effetti negativi sui consumatori e sui mercati in un contesto ormai globale e interconnesso, dove anche i marchi europei dipendono da filiere internazionali.     Un altro nodo centrale è la narrazione che ha accompagnato la transizione, giudicata troppo polarizzante. “Si è finito per creare nemici immaginari – sottolinea Pietrantonio – confondendo i consumatori e spingendoli a rimandare le scelte”. Una dinamica che ha pesato in tutta Europa e in modo particolare in Italia, dove la penetrazione dell’auto elettrica resta tra le più basse dei principali mercati. Da qui l’appello a costruire un contesto comunicativo più favorevole al settore e a lavorare su proposte concrete per rilanciare la competitività.     Sul fronte nazionale, Unrae spinge con forza per una riforma della fiscalità dell’auto, tema su cui il confronto va avanti da anni ma che oggi viene rilanciato con maggiore determinazione e in sintonia con le altre associazioni del settore. “Questo è il momento di essere uniti – conclude Pietrantonio – e di dimostrare che, con risorse anche inferiori a quelle spese negli ultimi due anni per incentivare le auto a zero o bassissime emissioni, si potrebbe fare molto di più, soprattutto per rilanciare il canale delle flotte aziendali, dove l’Italia è drammaticamente indietro rispetto ai principali mercati europei”.    

Automobile Magazine – Italia