Il governo di Tokyo chiederà
all’Unione europea “condizioni di concorrenza eque” per le auto
elettriche prodotte in Giappone, dopo che Francia e Germania
hanno concordato di escludere i veicoli nipponici da un regime
di trattamento preferenziale, attualmente in fase di discussione
a Bruxelles. Lo ha detto il capo di gabinetto, Minoru Kihara,
nel corso di una conferenza stampa, spiegando che Tokyo
“continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi e adotterà
misure appropriate”, dopo aver precisato che il regime
preferenziale è ancora oggetto di discussione tra gli Stati
membri dell’Ue.
“Per garantire che le aziende giapponesi non siano
penalizzate, abbiamo trasmesso le nostre preoccupazioni all’Ue e
sollecitato un intervento adeguato, poiché i prodotti giapponesi
dovrebbero essere trattati alla pari di quelli realizzati
nell’Unione”, ha dichiarato il portavoce. L’intesa tra Parigi e
Berlino, annunciata venerdì con una dichiarazione congiunta,
prevede che i veicoli fabbricati nel Paese del Sol Levante non
siano ammissibili al quadro di incentivi proposto nella
legislazione in esame nell’Ue. L’accordo, volto a salvaguardare
l’industria automobilistica europea, esclude anche le auto
elettriche prodotte in altri Paesi terzi come Corea del Sud e
Turchia, mentre prevede un trattamento preferenziale
condizionato per il Regno Unito. Il Giappone è tra i principali
fornitori di auto della Ue: secondo i dati Acea, nel 2022 valeva
circa l’11% del valore delle importazioni comunitarie di
veicoli. Nei primi cinque mesi del 2026, in base ai dati della
Jama, l’export automobilistico nipponico è rimasto stabile a
1,51 milioni di unità, con volumi verso la Ue in crescita.
Automobile Magazine-Italia






