La riduzione della velocità dei
veicoli in città “ha senza dubbio effetti positivi” su sicurezza
stradale e inquinamento atmosferico e acustico, ma è “necessario
trovare un equilibrio tra mobilità, sicurezza e ambiente,
bilanciando in modo corretto priorità diverse tra loro” perché
ci possono essere “ricadute negative in termini di stress e
salute mentale degli automobilisti”. Lo afferma la Società
italiana di medicina ambientale (Sima) intervenendo
sull’introduzione del limite di velocità di 30 km/h nel centro
storico di Roma che entrerà in vigore il prossimo 15 gennaio.
“Una ricerca condotta dall’Agenzia europea dell’ambiente ha
dimostrato come una riduzione della velocità media delle auto
determini un taglio alle emissioni inquinanti in atmosfera,
oltre che un risparmio in termini di consumo di carburanti –
spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – Si riducono non
solo le quantità di CO2 rilasciate dalle autovetture, ma anche
quelle di altri inquinanti quali ossidi di azoto e particolato
(PM) dei veicoli diesel. Effetti positivi della minore velocità
anche sul fronte dell’inquinamento acustico, altra piaga
generata dal traffico urbano”.
“Considerate tutte le sorgenti emissive che generano
inquinamento atmosferico, il settore del traffico veicolare
incide in media per il 23% sull’inquinamento delle nostre città,
e contribuisce alle emissioni di ossidi di azoto per circa il
50% e alle emissioni di particolato per circa il 13% – prosegue
Miani – Tuttavia si rende necessario trovare un equilibrio tra
interessi ed esigenze diverse, bilanciando in modo adeguato
mobilità, sicurezza stradale e ambiente, anche per evitare che
limiti inadeguati, eccessivi o sbilanciati possano avere
ricadute negative in termini di stress e salute mentale degli
automobilisti, specie per quei soggetti che, magari per motivi
lavorativi, trascorrono molte ore al giorno alla guida”.
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