La Fabbrica Pneumatici Michelin, primo stabilimento italiano del gruppo francese, nasce nel 1906 in un momento in cui Torino viveva un momento di forte sviluppo dell’industria automobilistica. Per valutare la portata del fenomeno che caratterizza il contesto urbano dagli inizi del ‘900 in poi bastano alcune cifre (riportate da museoauto) sulla trasformazione della popolazione nella città. La frazione Molinette passa da 5.491 a 14.900 abitanti dopo che nella zona si erano insediate Fiat, Rapid e altre industrie collegate. Il rione Crocetta – nei cui pressi operavano Itala, Standard, Diatto e Spa – vede la sua popolazione crescere in quegli anni da 1.880 a 10.000 abitanti. Ancora più forte l’incremento degli abitanti a Barriera di Milano (dove erano situati stabilimenti Fiat ed Ansaldo) con un salto da 5.750 a 25.000 persone. Secondo le statistiche del tempo sono però le borgate Pozzo Strada e San Paolo – dove erano concentrate molte aziende automobilistiche tra cui Scat, Ceirano, Itala, Spa, Chiribiri, Fast, Lancia, Nazzaro, Lux, Taurinia, Diatto, Fod (Fonderie Officine De Benedetti),e Oma – a vivere un vero boom demografico. Questi quartieri vedono una massiccia costruzione di case per lavoratori e i residenti passano così rapidamente da 4.250 a 32.1000 persone. Va ricordato che nel 1901, su un totale di 335.650 abitanti a Torino, 14.900 persone lavoravano nell’industria metalmeccanica. Lo sbarco produttivo di Michelin in Italia – o meglio della nascente capiale dell’auto – va dunque nella direzione di soddisfare con prodotti di qualità una produzione che passa da poco più di 2mila veicoli nel 1905 ai quasi 8mila del 1910. L’area torinese di via Livorno, all’epoca ancora denominata via Schina, viene scelta per la vicinanza al fiume Dora (indispensabile per fornire la forza motrice idraulica), alla centrale elettrica della città e allo scalo ferroviario Valdocco sulla linea Torino-Milano. E’ delimitata ad est dalla via Livorno, a nord dalla Dora Riparia, a ovest da corso Umbria (denominato all’epoca corso Ferrara) e a sud da via Treviso. Inizialmente la fabbrica Michelin Dora occupa un migliaio di lavoratori e rappresenta una delle realtà industriali della zona con il più alto numero di operai, fabbri, meccanici e falegnami. Il nucleo originario è costituito da due edifici su via Livorno e da alcuni capannoni interni. Per i primi decenni del secolo scorso il ciclo di lavorazione consiste quasi completamente in operazioni manuali, con uno scarso grado di automazione, dall’impastatura del caucciù per produrre la mescola alla pressatura della gomma sulle tele e infine all’estrazione dei pneumatici dagli stampi ancora caldi. Nel corso degli anni, e nello specifico tra il 1915 e il 1938, una serie di ampliamenti legati alle esigenze di una crescente produzione, portano l’intero complesso dello Stabilimento Michelin Dora ad estendersi su una superficie di circa 150.000 metri quadrati. Fino agli Anni ’50 questa è la fabbrica più importante in Italia per la produzione di tutti i tipi di pneumatici, per auto, biciclette, moto, mezzi pesanti, agricoli e aerei. E si distingue per la particolarità del brevetto Michelin che – unica al tempo per questa invenzione – prevede la costruzione dei pneumatici con all’interno un intreccio di fili d’acciaio che conferiscono robustezza e durata. Nel dopoguerra, superate le problematiche legate ai bombardamenti, Michelin cresce ma con questo aumentano anche le necessità per la produzione e gli uffici. Nel 1951, l’edificio di proprietà del Cotonificio Valle Susa (in corso Umbria) viene così annesso alla Michelin. Tra il 1963 e i primi Anni ’70 Michelin Italiana – che occupa oltre 5mila persone – realizza in Piemonte altri moderni stabilimenti. Quello di Cuneo nel 1963, quello di Alessandria nel 1971 e quello di Fossano nel 1972. Sempre agli inizi degli Anni ’70, sia per motivi legati al riammodernamento degli impianti in un sito ormai obsoleto ma soprattutto per il suo posizionamento in piena città, inizia il lento trasferimento delle attività Michelin dalla fabbrica Dora a quello di Stura nella periferia nord della città. La dismissione completa del storico sito di via Livorno avviene nel 1998.
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