Il fascino della Porsche 911 Carrera Cabriolet anni ’80 torna in auge con la sua interpretazione moderna ad opera dello specialista californiano Singer, che ne realizzerà solamente 75 esemplari partendo dal telaio della 911 identificata dalla sigla 964, precisamente la penultima con raffreddamento ad aria dell’iconico motore flat six.
Oltre ai rinforzi in composito ed acciaio per la monoscocca, presenti sotto pelle, la linea, ispirata alle varianti Turbo degli anni ’80, si contraddistingue per una carrozzeria in fibra di carbonio in cui spiccano gli ampi paraurti, uno splitter anteriore pronunciato, le prese d’aria davanti ai passaruota posteriori e la possibilità di avere o meno l’ampia ala posteriore, proprio come sulle 911 Carrera Cabriolet dell’epoca, con la differenza che Singer consente di scegliere tra l’alettone fisso e quello a scomparsa. Tutto nuovo e più leggero il meccanismo per ripiegare la capote.
L’abitacolo, invece, con diversi dettagli realizzati a mano, nasconde la tecnologia che consente all’auto di rimanere connessa, e di sfruttare i moderni sistemi di navigazione.
Mentre il motore, boxer da 4 litri, realizzato con Cosworth, raggiunge gli 8.000 giri al minuto e sviluppa 420 CV di potenza; la trasmissione è manuale a sei rapporti e la trazione posteriore. Volendo, è possibile richiedere una leva del cambio rialzata con meccanismo a vista, per dare ancora più enfasi all’utilizzo di un powertrain che sfrutta un sistema di scarico in titanio per enfatizzare il sound.
L’assetto beneficia di nuovi ammortizzatori regolabili, mentre i cerchi monodado da 18 pollici possono ospitare anche dischi in carboceramica e calzano pneumatici Michelin Pilot Sport.
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