Sta tenendo banco in questi giorni la proposta di legge che dovrebbe garantire maggiore sicurezza alle due ruote che si avventurano sulle strade del nostro Paese. Due ruote intese come biciclette, motivo per cui sono stati consultati diversi ciclisti professionisti, tra cui Nibali, Bugno, Saronni, Chiappucci, Ballan, Bettini, Fondriest e Francesco Moser. Proprio quest’ultimo, ai microfoni de La Stampa in edicola oggi, ha fatto conoscere il suo punto di vista sulle nuove misure previste dalla proposta di legge.
Proposta di legge pro ciclisti
“Giusto il limite a due per i corridori che stanno di fianco, il ciclista non può pensare di essere il padrone della strada. Io stesso preferisco andare da solo, ma c’è gente che si dimentica che ci sono anche le macchine. E i ciclisti hanno tutto da perdere, ma di certo anche le auto devono fare attenzione”, ha esordito. Una lettura equilibrata: di fatto, Moser sostiene che anche i ciclisti hanno le loro responsabilità. “Bisogna mettere sempre al centro la sicurezza, per questo le auto devono rispettare i ciclisti. Ma anche viceversa, perché se sei in bici hai sempre la peggio“, ha aggiunto.
Il parere di un esperto corridore
Sul casco obbligatorio, Moser ha spiegato: “Ero presidente dei corridori quando è stato istituito per le corse. Ai miei tempi invece gareggiavo con un berretto in testa, solo in Belgio era un obbligo in strada. Giusto metterlo anche per chi si allena, basta un impatto con un pedone per farsi molto male”. E poi un pensiero sulle piste ciclabili: “Andrebbero aumentate e soprattutto dovrebbero essere realizzate tutte con lo stesso standard. E le stesse misure: due metri e mezzo di larghezza per permettere il transito nei due sensi, altrimenti è un casino“.
Educazione stradale rivedibile
Battuta finale sull’educazione stradale: “In Italia c’è meno rispetto per i ciclisti che in altri Paesi europei. Io vado tuttora in bici, nel nostro Paese e altrove. E all’estero le auto non ti investono, se ne stanno a una distanza maggiore. Bisogna imparare a sopportarsi, è questo il punto. Ci sono automobilisti che ti suonano, ti dicono parole, c’è addirittura gente che è andata apposta addosso ai ciclisti. Vanno educati anche loro, certo, perché al massimo rischiano un’ammaccatura, mentre i ciclisti ben di più“.
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