Mercati globali 2040: con stagnazione Usa e Ue, India e Africa più attive della Cina

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Un recente studio ha delineato gli scenari ci attendono nel 2040 a livello dii mercati automobilistici mondiali. A fronte di una stagnazione, se non di un lieve declino, in Europa e negli Stati Uniti, e di una moderata crescita in Cina (+6 milioni di unità), saranno India e Africa (con il Medio Oriente) a trainare con trend positivi costanti il settore dell’auto e dei veicoli commerciali.
    Secondo quanto riporta il Roland Berger Automotive Outlook, l’India crescerà automobilisticamente del 4,2% all’anno, accompagnata dal Continente africano che, assieme ai vicini Paesi del Medio Oriente (area MEA) farà la sua parte nel sostenere la crescita globale dell’auto con un + 2,1% all’anno.
    Mentre dell’India si parla da tempo come nuova frontiera della mobilità su quattro ruote, l’attenzione rivolta dai grandi gruppi e dal sistema finanziario e industriale nei confronti dell’Africa è ancora a ‘macchia di leopardo’.
    Eppure, dicono gli esperti della African Association of Automotive Manufacturers e dell’unito (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) entro il 2040, l’Africa si consoliderà come uno dei principali mercati di crescita per l’industria automobilistica mondiale.
    Sebbene i suoi ricavi assoluti e il potere d’acquisto rimarranno nettamente inferiori rispetto ai giganti consolidati come Cina, Stati Uniti ed Unione Europea (i mercati occidentali hanno ormai raggiunto il peak car, cioè il livello massimo di vendite di nuove vetture) l’Africa, insieme all’India, guiderà l’espansione della domanda globale grazie a un veloce incremento demografico e all’altrettanto rapida urbanizzazione. Si stima che il valore complessivo del mercato automobilistico africano (considerando nuovo, usato e ricambi) raggiungerà i 27,63 miliardi di dollari già entro il 2030, con proiezioni per il 2040 che superano i 45 miliardi includendo anche la filiera della componentistica prodotta localmente e i servizi digitali.
    Le vendite annuali di veicoli sul Continente africano dovrebbero raddoppiare l’attuale tasso di crescita, con stime che indicano un potenziale balzo fino a 10 milioni di unità all’anno entro il 2030-2040, spinto dall’ingresso di oltre 500 milioni di persone nella classe media.
    La profonda trasformazione prevista per l’area MEA, e in particolare per l’Africa, dovrebbe far passare la regione da un ruolo marginale a un hub automobilistico globale di primo piano, con una produzione complessiva tra i 4,5 e i 5,2 milioni di veicoli all’anno (rispetto ai circa 2,2 attuali).
    Una crescita – segnalano gli analisti – che sarà caratterizzata da una netta inversione dei flussi: se oggi la produzione è sbilanciata verso l’esportazione verso l’Europa, entro il 2040 il mercato interno africano e mediorientale assorbirà la quota maggioritaria dei veicoli prodotti in loco. La crescita media annua (Cagr) della produzione nell’area MEA tra il 2024 e il 2040 si attesterà attorno al 3,8% – 4,2% superando la media di crescita dei mercati occidentali che sono ormai saturi.
    Il segmento auto è stimato a circa 3,5 milioni di unità. con la diffusione dei sistemi solari off-grid che guiderà la transizione verso i veicoli elettrici (EV) nella produzione nordafricana. Per il segmento veicoli commerciali (leggeri e pesanti) le stime indicano una produzione superiore a 1,2 milioni di unità. Un comparto questo che crescerà a ritmi più serrati (Cagr >6%) per sostenere lo sviluppo logistico, l’urbanizzazione e i mega-progetti infrastrutturali, specialmente nel Golfo e in Egitto.
    Nel 2040, il rapporto tra la destinazione d’uso dei veicoli dovrebbe destinare ai mercati interni ed intra-regionali il 60% della produzione, cioè circa 2,8-3,0 milioni di unità. Le esportazioni verso altri mercati globali si attesteranno al 40% (1,9-2,0 milioni di unità), un valore che resta importante ma che nel 2040 cambierà parzialmente fisionomia.
    Il Marocco, che ha già superato la soglia di 1 milione di veicoli prodotti nel 2025, guiderà l’export di EV economici verso l’Unione Europea mentre il Sudafrica consoliderà l’export di veicoli commerciali robusti (come i pick-up) anche verso mercati globali esigenti come Stati Uniti e Australia.
    E come avviene già oggi, la Cina giocherà un ruolo di spicco, diventando anche partner per l’export: Molti impianti nell’area MEA saranno di proprietà o in joint-venture con Oem cinesi che utilizzeranno il Nord Africa e il Medio Oriente come piattaforme di assemblaggio per aggirare le barriere tariffarie occidentali sui veicoli elettrici. 

Automobile Magazine – ITALIA