La produzione di Stellantis riparte in Italia, aumentano le vendite in Europa

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La produzione di Stellantis nelle fabbriche italiane riparte dopo un 2025 ‘anno nero’: nel primo trimestre del 2026 – secondo il Report della Fim Cisl – è in crescita del 9,5% per veicoli e del 22% per le sole auto grazie ai nuovi modelli. Resta critica la situazione di Cassino che continua a perdere volumi anche rispetto al 2025 (-37,4%). La Fim prevede per il 2026 una produzione intorno a 500 mila veicoli con le auto oltre quota 300 mila, volumi vicini a quelli del 2023, ma dipenderà “in larga misura – spiega il segretario generale Ferdinando Uliano – dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi sul mercato”. Non è l’unico segnale positivo per il gruppo guidato da Antonio Filosa: nel primo trimestre 2026 in Europa le immatricolazioni sono state 696.676, il 5% in più del 2025 e la quota di mercato è salita al 17,5%, la più alta da due anni a questa parte nel periodo. Fiat cresce del 25,4%, Lancia del 15,7%, Citroën del 12,3% e Opel/Vauxhall del 10,5%. “I primi tre mesi del 2026 hanno consolidato il processo di recupero già iniziato da Stellantis verso la fine dell’anno scorso. Continuiamo a costruire una solida dinamica di crescita, grazie al nostro piano di rilancio del business” sottolinea Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis. Tra gli stabilimenti italiani la produzione è in aumento a Melfi (+92,5%), a Torino Mirafiori (+42,4%), a Pomigliano (+6,7%) e a Modena (+583%). Lo stabilimento Sevel, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 46.525 unità, pari al 39% della produzione italiana), registra una flessione del 5,8% rispetto al primo trimestre 2025, dovuta all’adeguamento della capacità produttiva legato alla nuova verniciatura. Uliano ricorda che per Cassino “non si sono concretizzati gli impegni di adeguamento al cambio di strategia sul full electric per la piattaforma Large” e spiega che è necessario rendere operativi in tempi brevi i progetti relativi a Giulia e Stelvio, anticipando il lancio del nuovo modello di alta gamma e valutando l’assegnazione di ulteriori modelli. Allo stesso modo, occorre accelerare i progetti sulla piattaforma Small a Pomigliano e rafforzare la missione produttiva di Mirafiori con nuovi modelli. “Ci aspettiamo che il nuovo piano industriale di Stellantis riveda scelte concrete e credibili, capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti gli stabilimenti italiani” afferma il leader della Fim che chiede al governo italiano “di fare la propria parte, individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare l’intero comparto e la filiera dell’indotto auto”. La Fiom critica la decisione di Stellantis “di rivolgersi al Tribunale di Torino per ripristinare le normali attività lavorative fermando così le iniziative di mobilitazione dei lavoratori di Trasnova nei vari siti”.

Automobile Magazine-ITALIA