Non si ferma l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, mentre il governo cerca la quadra su come intervenire contro il caro-carburanti da venerdì prossimo, quando scadrà l’ultima proroga del taglio delle accise. Secondo l’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese, sabato il prezzo ‘self service’ sulla rete stradale ordinaria è di 2,100 euro al litro per la benzina e 2,208 euro al litro per il gasolio. Venerdì erano rispettivamente a 2,086 euro e a 2,193 euro.
Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è di 2,192 euro al litro per la benzina (venerdì era 2,176 euro) e 2,285 euro al litro per il gasolio (venerdì era 2,268 euro). Per dare un’idea degli aumenti, il 27 febbraio scorso, prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, la benzina self sulle strade ordinarie costava 1,67 euro al litro, il gasolio 1,72 euro. Secondo l’associazione di consumatori Adusbef, In Italia, grazie al taglio delle accise da 17 centesimi, il prezzo del diesel rispetto al periodo pre-guerra è cresciuto meno all’Europa: +26%, ovvero 44 centesimi di euro in più al litro, rispetto alla media europea del +30%, 55 centesimi in più. Tuttavia, l’Unione nazionale consumatori segnala che, sulle strade ordinarie, “in un solo giorno un pieno da 50 litri costa 70 cent in più per la benzina e 75 per il gasolio”. Per limitare l’impatto del caro-carburanti, dal 19 marzo al 10 settembre il governo è intervenuto con 8 decreti legge e 7 decreti ministeriali, che hanno tagliato le accise su benzina e gasolio (e di conseguenza anche l’Iva). Fino al 17 settembre, lo stato ha speso e spenderà 2,16 miliardi di euro. Il problema è che quasi tutte le risorse disponibili sono state usate, e i tagli generalizzati ai carburanti finiscono per favorire i cittadini più ricchi, che consumano di più. “Vorremo un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno – ha detto venerdì la premier Giorgia Meloni -. Sono ottimista che i primi della settimana prossima, o comunque al massimo durante la settimana prossima, arriveremo con il provvedimento”.
La proroga del taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio, deciso dal Consiglio dei ministri giovedì scorso, durerà fino a giovedì 17. Prima di quella data, il governo dovrà prendere nuove misure, più mirate verso i settori più colpiti. Ma al momento manca ancora un’intesa politica sul dove trovare le risorse, come distribuirle e a chi. Un’ipotesi è attingere al miliardo di euro ottenuto con la vendita delle riserve di gas acquistate nel 2022, nel momento peggiore della crisi energetica. Il Carroccio continua a parlare di un contributo dalle banche, che Forza Italia vede come il fumo negli occhi. Si studia anche di tassare gli extraprofitti delle società che fanno raffinazione. Ma il timore è quello di scoraggiare gli investimenti nel settore, e far alzare i prezzi dei raffinati. Per distribuire i fondi, i buoni benzina per i dipendenti sono la soluzione più semplice. Ma la Lega preme perché si aiutino anche gli autonomi, Forza Italia i pensionati. Allo studio sono sostegni mirati alle imprese di autotrasporto, e perfino uno sconto sul bollo auto. Il decreto legge con la proroga del taglio delle accise prevede anche l’intervento del governo per sbloccare le trivellazioni di gas e petrolio bloccate dalle Regioni, anche tramite la nomina di commissari. Al momento, sono 38 le istanze pendenti per nuove ricerche ed estrazioni di idrocarburi, o per il rinnovo delle concessioni.
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