Torino rafforza il proprio ruolo di
laboratorio urbano per la mobilità connessa, cooperativa e
autonoma, mettendo in rete ricerca, imprese, infrastrutture
digitali e istituzioni. Dopo quasi tre anni di ricerca, il
progetto europeo Envelope entra nella fase operativa con le
prime sperimentazioni su strada in città, integrando veicoli
autonomi e connessi, reti 5G avanzate e infrastrutture urbane.
Due gli scenari testati a Torino. Nel primo, un’auto
autonoma raccoglie e trasmette in tempo reale i dati relativi a
un incidente simulato, consentendo di ricostruirne la dinamica
in 3D. Nel secondo, il veicolo rileva un ostacolo, come un
cantiere o una strada chiusa, e condivide l’informazione con gli
altri mezzi, che aggiornano autonomamente mappe e percorsi.
“Un veicolo che si avvicina al luogo di un incidente ha
bisogno di una connessione affidabile e veloce”, spiega Marco
Bazzani, Innovation Manager di Teoresi Group. Tra i partner
figurano Comune di Torino, Fondazione Links, Tim Enterprise,
Hpe, Nextworks e Teoresi Group. Quest’ultima mette a
disposizione due vetture prototipali dotate di telecamere,
LiDar, radar, sensori a ultrasuoni e Gps.
La sperimentazione affronta anche gli ostacoli allo sviluppo
della mobilità autonoma in Europa, dalla frammentazione
normativa alla necessità di mappe digitali interoperabili.
Envelope propone inoltre procedure di omologazione comuni, il
riconoscimento reciproco dei test tra Paesi Ue e regole più
chiare sulle responsabilità in caso di incidente. “L’obiettivo
non è soltanto testare singole tecnologie, ma verificare in
condizioni reali l’interazione tra veicoli, reti, infrastrutture
e dati”, sottolinea l’assessora alla Mobilità di Torino Chiara
Foglietta.
Per Claudio Pastrone di Fondazione Links, il progetto
rappresenta “un’importante opportunità” per sviluppare
competenze sul 5G Advanced e creare nuove infrastrutture di
ricerca.
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