Gli Adas possono aumentare la sicurezza dell’auto, ma perché siano davvero efficaci devono poter essere conosciuti, verificati e mantenuti nel tempo. È questo uno dei temi sollevati da Mauro Severi, presidente AICA, nel corso del secondo appuntamento di Autopromotec – The Dialogues, svoltosi a Roma nella sede Aci e dedicato a ‘La sicurezza invisibile: Adas, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente’.
“In un settore che cambia così rapidamente, le associazioni hanno il compito di mettere insieme le competenze delle imprese, rappresentarne le esigenze e trasformarle in iniziative di sensibilizzazione e proposte concrete. Il confronto con enti, istituzioni e stampa è indispensabile per costruire una cultura della prevenzione e accompagnare l’innovazione con regole efficaci e sostenibili”, ha dichiarato Severi.
Al centro dell’intervento, il rapporto tra evoluzione tecnologica, sicurezza e accesso alle informazioni. “La sicurezza – ha spiegato Severi – richiede che tutti gli operatori siano a conoscenza delle informazioni dell’auto, in modo che possano agire e controllare la sicurezza di tutti i sensori e di tutto quello che ci permette di utilizzarla senza pericoli”.
Per il presidente AICA, il tema riguarda anche la disponibilità dei dati necessari alla manutenzione. “Non c’è l’obbligo di cedere alla conoscenza delle informazioni”, ha osservato, sottolineando la necessità di un intervento del legislatore affinché i dati e le informazioni tecniche siano accessibili agli operatori che devono intervenire sui veicoli.
Un paragone, ha spiegato Severi durante il confronto, può essere fatto con altri prodotti e settori nei quali il consumatore dispone delle informazioni relative a ciò che acquista. “Io compro un’automobile ma il venditore non mi dà tutta la conoscenza, io non conosco cosa compero”, ha osservato.
Da qui, la richiesta di rendere disponibili le informazioni necessarie alla manutenzione e alla verifica dei sistemi tecnologici presenti sulle vetture.
Il tema diventa ancora più rilevante con l’invecchiamento del parco circolante. Sensori, centraline, schede elettroniche e altri componenti dei sistemi di assistenza alla guida sono infatti sottoposti nel tempo a condizioni ambientali e di esercizio che possono incidere sul loro funzionamento.
“L’esposizione al sole, le schede elettroniche che stanno a temperature sempre più alte, possono avere dei problemi”, ha sottolineato Severi.
Da qui la proposta di estendere ai sistemi Adas una forma di controllo obbligatorio della tecnologia, analogamente a quanto già avviene per altri dispositivi e componenti del veicolo. “È necessario che, come esiste obbligatorietà per altri sistemi, venga fatto anche per tutti i sistemi di sicurezza Adas che vengono inseriti nell’automobile”, ha affermato.
La sicurezza, secondo Severi, si inserisce inoltre in una trasformazione più ampia del settore automotive, segnata dalla transizione energetica e dall’evoluzione delle tecnologie. “Noi con l’automobile ci dobbiamo convivere ancora”, ha detto, sottolineando come la riduzione dell’uso dell’auto non possa essere considerata l’unica risposta ai problemi legati alla mobilità. Accanto all’evoluzione dei veicoli, ha aggiunto, servono infrastrutture e un approccio più ampio alla sicurezza e alla mobilità.
Nel suo intervento Severi ha infine richiamato il ruolo della filiera italiana, che comprende numerose imprese impegnate nella produzione di componenti, attrezzature e tecnologie destinate alla sicurezza e alla manutenzione dei veicoli. “L’Italia è leader, forse mondiale, di tutti questi accessori, di queste macchine che servono alla sicurezza e all’uso nel tempo dell’automobile”, ha affermato.
AICA, l’Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature, riunisce le imprese che operano nel comparto delle attrezzature e delle tecnologie per l’autoriparazione e la manutenzione automotive. Attraverso la rappresentanza delle aziende associate, l’associazione partecipa al confronto sui temi dell’innovazione, della sicurezza e dell’evoluzione tecnologica del settore, con un’attenzione rivolta anche agli utenti e agli utilizzatori finali.
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