Italia ultima in Ue per auto elettriche, Motus-E lancia manifesto

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L’Italia è fanalino di coda tra i major market del Vecchio Continente in termini di quota di mercato delle auto full electric, pari al 5,2% nei primi 9 mesi dell’anno contro il 18,1% della media europea, il 16,1% medio Ue, il 18,1% della Germania, il 18,2% della Francia, l’8,4% della Spagna e il 22,1% del Regno Unito. E siamo dietro anche a Paesi come Portogallo (21,4%), Ungheria (8,4%), Lettonia (7,1%), Estonia (7%), Lituania (6,9%), Repubblica Ceca (5,6%) e Grecia (5,5%). Sono i dati del mercato riassunti da Motus-E che lancia un manifesto della Ricarica, ricordando che dal 2019 ad oggi sono già stati investiti oltre 1,8 miliardi di euro e installati oltre 70.000 punti di ricarica a uso pubblico. “Il settore della ricarica attrae investimenti, crea occupazione e rappresenta un fattore abilitante imprescindibile per lo sviluppo nazionale della nuova mobilità”, sottolinea il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, “eppure, è costretto a misurarsi con enormi criticità, riconducibili alla frammentazione delle competenze normative tra le Istituzioni, a iter autorizzativi farraginosi e diversi in ogni Comune, alle difficoltà incontrate per la copertura della rete autostradale e alla presenza di tariffe regolate che rendono impossibile abbassare i costi di ricarica a beneficio degli automobilisti”.
    L’associazione chiede un riduzione dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori della ricarica, allineandoli agli altri grandi Paesi europei; interventi normativi e regolatori per semplificare le fasi di connessione delle infrastrutture; copertura totale delle reti autostradali; concessioni di suolo di 20 anni; governance e pianificazione infrastrutturale centralizzate attraverso strumenti di monitoraggio e programmazione su cui far convergere i dati e gli scenari di tutti gli stakeholder. 

Per approfondire Agenzia ANSA Le auto elettriche inquinano meno, ma dopo 2 anni di utilizzo – Mobilità Sostenibile – Ansa.it Le auto elettriche inquinano meno di quelle a benzina se si valuta il loro intero ciclo di vita: sebbene all’inizio abbiano un impatto ambientale maggiore (dovuto soprattutto all’estrazione del litio e alla produzione delle batterie), dopo due anni di util… (ANSA)

 

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