Il Gruppo Bmw ha annunciato nella tradizionale conferenza annuale di aver raggiunto nell’esercizio finanziario 2025 il target di redditività per il segmento automotive con un utile ante imposte superiore a 10 miliardi di euro.
“Abbiamo ottenuto tutto questo – ha commentato il ceo Oliver Zipse alla sua ultima conferenza sui risultati finanziari prima del passaggio al successore Nedeljković – nonostante gli effetti sfavorevoli del cambio valutario, una complessa situazione di mercato in Cina e le difficoltà legate ai dazi”.
Zipse ha ribadito che il Gruppo ha gestito l’attività “in modo estremamente disciplinato, con il pieno coinvolgimento di tutti.
Sono stati risparmiati 2,5 miliardi di euro in tutte le categorie di costi. Tutto procede come previsto, perché abbiamo investito tempestivamente nella Neue Klasse”.
“Questo è possibile – ha ribadito Zipse – perché anche i nostri investitori hanno una visione a lungo termine, in particolare i nostri azionisti di riferimento Stefan Quandt e Susanne Klatten così come i nostri numerosi investitori istituzionali”. Ed ha confermato un aumento di 10 centesimi del dividendo, salito a 4,40 euro per ogni azione ordinaria.
“Per Bmw questo è un privilegio. Per i nostri dipendenti è una fonte di stabilità e supporto; E, in un contesto competitivo, rappresenta un vantaggio. Questo è uno dei motivi per cui Bmw trasforma le crisi esterne in opportunità di progresso. Nell’attuale contesto, molte cose sono incerte. Per questo motivo, l’antifragilità è il nostro strumento strategico di elezione per garantire il futuro a lungo termine dell’ azienda”.
Dopo aver attirato l’attenzione sul problema dei dazi (“quelli relativi alle importazioni dalla Cina di nostri modelli elettrici verso la Ue sono punitivi e ci danneggiano”) Zipse ha sottolineato che un altro esempio di ‘buona idea, cattiva esecuzione’ che arriva dalla Ue sono i requisiti sulle emissioni di CO2 dal 2035.
“La proposta attuale non supporta l’apertura tecnologica e ignora le realtà del mercato. Sembra che un divieto di fatto rimarrà in vigore nella Ue. Sono previste anche rigide quote di elettrificazione per le flotte aziendali. A seguito del divieto sul lato dell’offerta, si prevede l’introduzione di restrizioni anche sul lato della domanda”.
“Ciò non avvantaggia né i clienti, né l’industria europea, né l’ambiente. Se le aree chiave della catena del valore della mobilità elettrica dovessero essere localizzate al di fuori dell’Europa, rischieremmo di diventare unilateralmente dipendenti”. Zipse ha sottolineato con forza che il “Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno una chiara responsabilità in questo senso. Le cose non possono rimanere così”.
Nel suo ultimo intervento il ceo ha ribadito che “Bmw dimostra come questo si possa invece fare con un approccio tecnologicamente neutrale. I nostri veicoli con propulsori convenzionali continuano a essere richiesti. Anche questi possono ridurre ulteriormente l’impatto ambientale grazie all’utilizzo di carburanti rinnovabili”.
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