Cirio, in Piemonte abbiamo salvaguardato l’aria senza stop alle auto – Mondo Motori

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“In Piemonte abbiamo
salvaguardato
la qualità dell’aria senza bloccare le auto”: lo ha sottolineato
il presidente della Regione Alberto Cirio, intervenuto al
programma ’10 minuti’ di Nicola Porro su Retequattro, dove ha
raccontato il piano di misure alternative che sarà adottato per
compensare il mancato stop alle Diesel Euro 5, che era previsto
a partire da ottobre.

   
“A Bruxelles – ha detto Cirio – consideravano che tre milioni
di persone dall’oggi al domani non dovessero più usare l’auto.

   
Perché a Bruxelles non hanno persone, hanno i numeri. Ma dietro
quei numeri ci sono persone anziane che magari fanno cento
chilometri all’anno, persone che vanno a lavorare, che portano i
figli a scuola, e almeno 500mila fra artigiani e ambulanti ai
mercati. Tutti dall’oggi al domani non avrebbero potuto più
usare la loro macchina, una violazione della libertà
gigantesca. L’auto è certamente una componente
dell’inquinamento, ma minoritaria. La componente inquinante sono
le caldaie, le stufe, altri tipi di emissioni”.

   
“Così – ha ricordato – abbiamo chiesto aiuto al governo, e
avere un governo sensibile a questi temi è stato fondamentale
perché serviva una legge. A questa legge noi abbiamo lavorato
perché ci venisse data la possibilità di dimostrare che non era
il veicolo il nemico dell’ambiente, ma che c’erano altre
componenti. E che noi agendo su queste potevamo salvaguardare la
qualità dell’aria senza bloccare le auto. Ci hanno dato tempo
fino al 2026, e noi ci siamo messi al lavoro: siamo stati la
prima Regione del bacino padano a farlo, e ora nella in Piemonte
307mila persone potranno continuare a usare la loro auto. Così
Bruxelles si metterà in testa che se uno non cambia la macchina
dopo dieci anni è perché non può. E che la transizione
ecologica, che è così importante, non la possono pagare le
persone normali”.

   
“Il buon senso e il pragmatismo, e tenere la schiena dritta
come italiani, ci ha portato a tutelare le persone normali. Ha
vinto il buon senso e devo dire anche il governo italiano in
questo è stato importante” ha detto ancora Cirio su Retequattro,
in materia di transizione elettrica dell’auto. “La produzione
dell’auto in Europa – ha detto Cirio – si è compromessa
moltissimo quando si è deciso di far usare le auto elettriche,
dimenticandosi che le elettriche in Europa non venivano prodotte
e sono troppe care. Ma soprattutto sono fatte con batterie e
terre rare che arrivano dall’Africa e il cui monopolio è della
Cina. Tanto che Wolkswagen ha appena annunciato 100mila
licenziamenti”. “A Mirafiori – ha sottolineato – si facevano
400mila automobili all’anno, nel 2025 ne sono state fatte
30mila. Ora però si rifà la 500 a motore termico, perché
l’Europa ha allentato la morsa e finalmente l’aria è cambiata”.

   
“La politica – ha rimarcato – deve servire proprio a difendere
le persone deboli, quelle che l’auto elettrica non la possono
comprare, perché i ricchi si difendono da soli”.

   
“L’incentivo è una presa in giro. La follia dell’Europa è
stata dire ai cittadini che dovevano usare le auto elettriche. E
queste dove si fanno? In Cina, che ne produce 30 milioni
all’anno con una domanda interna di 15. Vuole dire che gli altri
15 milioni li esporta e li compriamo noi con gli incentivi dello
Stato italiano, che ti dà cinquemila euro per acquistare un’auto
elettrica”. Cirio ha spiegato che “quanti di questi cinquemila
euro vanno a comprare un’auto elettrica prodotta in Italia?
Mille, quindi con i soldi dei contribuenti noi incentiviamo
l’industria cinese. Questa è l’intelligenza dell’Europa di
allora. Poi per fortuna le cose sono un po’ cambiate”.

   

Automobile Magazine – ITALIA