Tutti gli automobilisti europei stanno soffrendo per il forte incremento dei carburanti e dell’energia, ma anche per la crescita dei costi di tutti prodotti e i servizi che influiscono sul cosiddetto Total Cost of Ownership (Tco) delle autovetture, cioè la spesa da sostenere per utilizzarle.
Il fenomeno però può essere classicamente definito a ‘macchia di leopardo’ perché ha un impatto diverso da nazione a nazione e perfino da città a città. I dati combinati dei report europei, tra cui il più recente Ayvens Car Cost Index evidenziano che i costi più elevati si concentrano nei Paesi scandinavi, in Svizzera, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi.
Utilizzando come riferimento una vettura di segmento C, e due scenari d’uso – 30mila km /anno con prevalenti percorrenze urbane e fuori città solo per il tempo libero, e 70mila km / anno con spostamenti anche infrasettimanali per lavoro – il quadro che si ottiene pone l’Italia con una spesa media di 950 – 1.050 euro mese in una fascia medio alta, essendo soprattutto penalizzata da assicurazioni e tassazione.
Siamo sotto a Nazioni come Svizzera (1.250) e Paesi Bassi 1.100 – 1.200) ma sopra a Francia e Germania, entrambe attorno a 900 -1.000 euro mese. Il Tco è invece relativamente basso Grecia, Romania e Portogallo, oscillando tra 800 e 850 euro mese.
Va sottolineato che la svalutazione è la voce principale per calcolare il Tco e nel caso di un’auto a benzina o diesel, la svalutazione pesa per circa il 32%. Con percorrenze elevate (70.000 km), questo valore accelera poiché dopo 3-4 anni il valore crolla più velocemente rispetto a 30.000 km.
La situazione è diversa se valutiamo le singole città dove risiede il proprietario dell’auto ‘campione’ di segmento C.
Vivere a Oslo (Norvegia) rappresenta la situazione peggiore.
L’impatto carburanti è tra i più alti d’Europa (con medie vicine o superiori ai 2,30 €/litro). Inoltre mantenere un’auto tradizionale (ICE) a Oslo comporta il Tco più alto in assoluto a causa delle tasse di immatricolazione e dei pedaggi urbani d’ingresso.
A secondo posto Zurigo (Svizzera) non solo per l’mpatto carburanti ma per i costi di leasing, manutenzione, manodopera meccanica e premi assicurativi al vertice europeo. La situazione è analoga a Ginevra (Svizzera) che occupa il terzo posto di questa classifica. Rispetto a quanto avviane a Zurigo si aggiungono però i costi dei parcheggi molto alti, uniti a una tassazione cantonale sui veicoli legata alla potenza del motore.
Quarta è Londra dove il costo del possesso dell’auto risente della forte fluttuazione dei prezzi di benzina e diesel alla pompa. Ma incidono pesantemente anche i costi fissi come quello del Congestion Charge e della Ulez (Ultra Low Emission Zone) per i veicoli non esclusi. E in generale ci sono le tariffe di parcheggio tra le più alte al mondo.
Amsterdam (Paesi Bassi) è al quinto posto non solo per la tassazione sui carburanti (accise + Iva) tra le più pesanti della Ue ma perché il costo dei parcheggi pubblici è insostenibile. Esiste inoltre una imposta automobilistica nazionale (Motorrijtuigenbelasting) fortemente penalizzante per modelli i diesel o i benzina di taglia ‘grande’.
Nella classifica del Tco più elevato al sesto posto c’è Copenaghen (Danimarca) dove la super 95 è stabilmente oltre i 2,20-2,30 euro al litro. Viene inoltre applicata una tassa di immatricolazione sui veicoli nuovi estremamente elevata, che fa salire il prezzo d’acquisto iniziale E’ seguita al settimo posto da Stoccolma che, al pari di tutta la Svezia, ha registrato uno dei rialzi più duri sul gasolio a livello europeo (+27,6%). Sono inoltre present tasse di congestione per l’accesso al centro urbano e costi di assicurazione e riparazione elevati a causa dell’inflazione locale.
Per l’ottavo posto restiamo sempre nel Nord Europa, dove usare l’auto ha in genere costi elevati. Ad Helsinki (Finlandia) benzina e gasolio risentono di forti rincari, superando ampiamente la soglia dei 2,30 euro/litro. Inoltre il Tco finlandese è storicamente penalizzato da un Pil ponderato sfavorevole rispetto ai costi vivi di gestione e dalle dure condizioni climatiche che aumentano l’usura dei componenti e i costi di manutenzione.
Nona posizione per Parigi, dove la spesa per il pieno à superiore alla media europea con forti rincari nei distributori urbani. Forte influenza anche di tariffe di parcheggio progressive e penalizzanti per alcune categorie, come i suv, e limitazioni stringenti sulle zona a basse emissioni.
Milano conquista il decimo posto per effetto dell’impatto carburanti (il costo alla pompa rispetto all’Europa è spinto dal peso delle accise) ma anche per i ticket d’ingresso all’Area C, le tariffe dei parcheggi in struttura e per le polizza RC Auto stabilmente tra le più costose della penisola.
Automobile Magazine – ITALIA





















