Un distretto industriale da 347 miliardi di euro di fatturato, quasi 40 mila imprese coinvolte e oltre un milione di occupati. Sono alcuni dei dati della ricerca dedicata all’impatto economico della Motor Valley emiliano-romagnola, realizzata da Nomisma e presentata oggi in viale Aldo Moro, alla presenza, tra gli altri, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del presidente della Regione Michele de Pascale.
Lo studio, commissionato dalla Motor Valley Association con il supporto della Regione Emilia-Romagna, analizza l’impatto della filiera dei motori: un sistema, spiega il presidente di Motor Valley Association, Andrea Pontremoli, che è come una “rete neurale”, basata “sull’integrazione di competenze e specializzazioni”.
Rilevante è anche l’impatto territoriale: nel 2024 l’area ha registrato 2,6 milioni di visitatori, per un indotto economico complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro ripartito tra eventi motoristici nei circuiti (56%) e musei (43%). Il report ricorda che le imprese capofiliera (Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani) producono annualmente circa 34 mila vetture e 50 mila moto per un fatturato di 12 miliardi di euro.
Tuttavia, il perimetro si allarga considerando i fornitori diretti e i servizi correlati: 15.076 imprese per 647 mila addetti e 197 miliardi di fatturato, fino a raggiungere i 347 miliardi nell’accezione di filiera totale. La ricerca evidenzia inoltre una forte propensione all’export, che riguarda il 78% dei fornitori diretti. Sul fronte formativo, ha poi sottolineato la Regione, l’ecosistema coinvolge ogni anno circa 5.400 studenti attraverso percorsi come Muner, Mts e Its Maker.
“Oggi per noi è importante che ci sia il ministro Urso, perché ritengo che l’Italia non si sia resa conto fino in fondo che dentro un settore in crisi, quello dell’automotive, ce n’è una parte che invece sta andando in completa controtendenza, quello della Motor Valley. E se sbagliamo e non sosteniamo questa parte che sta crescendo, rischiamo di fare un disastro”.
Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, a margine di un evento in Regione dedicato alla presentazione di una ricerca Nomisma sull’impatto a livello nazionale delle imprese della Motor Valley emiliano-romagnole, alla presenza, tra gli altri, del ministro delle imprese e del Made in Italy.
“Se c’è, noi pensiamo, un futuro certo per l’automotive in Italia è la Motor Valley e oggi dall’Emilia-Romagna arriva una proposta forte al governo: investiamo sulla motorizzazione”.
Perché, sottolinea De Pascale, “il ministro Urso si era dato come obiettivo quello del milione di autovetture in Italia, e non sta accadendo”. L’errore, dice, sarebbe “dirottare le risorse, su partite che non possiamo vincere, su competizioni che non possiamo vincere a livello internazionale”.
A mettere in luce il valore dell'”ecosistema Motor Valley” i dati presentati oggi, spiega Lucio Poma capo economista di Nomisma, sono “nuovissimi: una ricerca così non l’abbiamo mai fatta in 30 anni. L’ambizione – afferma – è di mappare tutta la filiera. Quindi non solo i fornitori diretti, ma anche i sub fornitori, che fanno anche le componenti più piccole ma strepitose. Il numero che emerge, a seconda di fornitori diversi o no, oscilla da gruppi di 9 mila fino a 36 mila imprese coinvolte, per un fatturato complessivo di 347 miliardi”.
Il fatturato totale delle imprese, sottolinea, “non è detto che sia tutto dentro la Motor Valley: un’impresa può fare anche l’1% della sua produzione ma è comunque dentro questo sistema.
Ne esce l’importanza che la Motor Valley ricopre in Italia: una filiera di grande qualità, che intreccia Lombardia, Piemonte, Veneto, con un cuore pulsante qui e su cui si deve continuare a investire” ha commentato anche il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla.
Automobile Magazine-ITALIA




















