Attraverso una più estesa collaborazione negli ambienti di lavoro tra mondo reale e mondo digitale, Bosch dimostra come l’AI agentica possa rendere oggi le fabbriche pronte per il domani. Questo con grandi vantaggi non solo per la produzione della componentistica auto ma anche per nuove problematiche, come lo smaltimento fine vita delle batterie.
Questo nuovo approccio alla collaborazione intelligente tra esseri umani, macchine e sistemi digitali – denominato Manufacturing Co-Intelligence e presentato ad Hannover Messe 2026 – interviene proprio nei punti in cui oggi le catene di processo si interrompono perché le informazioni sono distribuite su sistemi diversi, o perché pianificazione, produzione, qualità e manutenzione raramente condividono la stessa base dati.
Ma anche perché – spiega Bosch – le persone devono spesso compensare manualmente ciò che i sistemi non riescono a integrare. Manufacturing Co-Intelligence collega questi sistemi, contestualizza i dati e crea una visione operativa condivisa, sia sullo shopfloor sia lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dallo sviluppo alla produzione.
Un esempio concreto del cambiamento reso possibile dall’AI agentica end-to-end è rappresentato dagli interventi di manutenzione urgenti, spesso necessari di notte o nei fine settimana a causa di guasti. Monitorando continuamente i processi e rilevando anche le più piccole anomalie, l’AI è in grado di attivare soluzioni preventive ed evitare guasti gravi.
Nel caso in cui si verifichi comunque un problema, l’operatore può interagire con l’agente AI tramite chat o comandi vocali: il sistema analizza manuali e registri, fornendo poi istruzioni precise per risolvere il guasto. Inoltre, documenta automaticamente incidenti e soluzioni, condividendoli anche con altri stabilimenti che utilizzano gli stessi macchinari.
Grazie alla conoscenza integrata dei diversi ambiti, gli agenti AI possono rispondere correttamente fino a tre volte più spesso rispetto a sistemi isolati e ridurre fino al 50% il lavoro manuale legato alla documentazione e alla riconciliazione dei dati.
Di grande utilità anche la soluzione del Digital AI Twins, cioè della duplicazione di grandi elementi fisici – ad esempio un impianto industriale – che Bosch sta facendo evolvere ulteriormente integrando l’intelligenza artificiale.
Grazie a questi sviluppi i cosiddetti ‘gemelli digitali’ non si limitano più a rappresentare lo stato attuale del componente, ma sono in grado di fornire previsioni affidabili sul suo comportamento futuro.
In questo modo è possibile individuare tempestivamente potenziali guasti, ridurre i tempi di fermo e ottimizzare i consumi energetici. Le aziende ne traggono vantaggio grazie a una manutenzione più prevedibile e a una maggiore efficienza operativa nel lungo periodo.
Ad Hannover Messe 2026 Bosch ha anche presentato nuove soluzioni intelligenti nell’ambito della stampa 3D. Il settore Industrial Additive Manufacturing produce componenti plastici di precisione utilizzando materiali originali da stampaggio a iniezione, ossia granuli plastici industriali.
Questo consente di ottenere prototipi con proprietà molto simili a quelle dei componenti destinati alla produzione in serie. La stampante 3D raggiunge infatti resistenze meccaniche comparabili a quelle dei pezzi stampati a iniezione e, con un allineamento e un controllo di processo ottimali, può persino superarle.
Il problema del riciclo delle batterie per veicoli elettrici che nei prossimi cinque anni crescerà in volume di dieci volte è stato invece affrontato da Bosch Rexroth che attraverso la sua gamma di soluzioni per ogni livello di automazione e al suo concept globale scalabile, riduce in questo ambito i rischi per la sicurezza, aumenta l’efficienza dei processi e migliora la redditività di operazioni come diagnostica, scarica e smontaggio delle batterie.
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