Toyota investirà un miliardo di
dollari negli stabilimenti statunitensi del Kentucky e
dell’Indiana per potenziare la produzione di modelli ibridi e
preparare la linea per i veicoli elettrici a batteria (ev).
Secondo quanto reso noto dalla casa giapponese, 800 milioni
saranno destinati all’impianto di Georgetown, in Kentucky – il
più grande al mondo della casa nipponica – per aumentare la
capacità produttiva delle berline Camry e dei suv Rav4, oltre a
predisporre le linee per future ev. I restanti 200 milioni
andranno allo stabilimento di Princeton, in Indiana, per
incrementare l’output del suv Grand Highlander. L’operazione
si inserisce nel piano che vede una spesa complessiva fino a 10
miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi negli Stati Uniti
nell’arco di un quinquennio, confermato da Toyota lo scorso
novembre. “L’investimento negli Usa è di lungo termine, legato
alla nostra filosofia di produrre dove vendiamo e acquistare
dove produciamo”, ha dichiarato in una nota Mark Templin,
Direttore operativo di Toyota Motor North America. Il contesto
normativo per l’intera industria automotive, tuttavia, rimane
complesso: Toyota – che impiega circa 48.000 persone negli Stati
Uniti, ha stimato che i dazi Usa potrebbero costare all’azienda
1.400 miliardi di yen (10,3 miliardi di dollari) nell’anno
fiscale che si chiude a marzo. Il presidente Akio Toyoda ha
intensificato i rapporti con l’amministrazione Trump,
partecipando a eventi con rappresentanti politici Usa,
impegnandosi a esportare in Giappone veicoli prodotti negli
stabilimenti americani, prima tra le case giapponesi a farlo
dopo l’accordo commerciale dello scorso anno. Gli analisti
sottolineano come la strategia di Toyota rifletta in gran parte
una scommessa sulla stabilizzazione della domanda interna Usa,
mantenendo la flessibilità per la transizione verso l’elettrico.
Automobile Magazine-ITALIA
























