Federconsumatori, miope il passo indietro sul taglio delle accise sul diesel

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“Aumenta la preoccupazione per la
crescita dei prezzi, alla luce della poco lungimirante e
prematura riduzione del taglio dell’accisa sul diesel operata
dal governo. Ci si aspetterebbe che si smontassero gli argini
passata la piena e non, invece, quando gli effetti della crisi
sono all’apice ed è prevedibile, come dichiarano più fronti, che
peggiorino ulteriormente in caso il conflitto non termini a
breve”. Lo dichiara Federconsumatori che parla di una
“visione miope”. “È di pochi giorni fa la stima diffusa
dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sulle ricadute a
cui le famiglie dovranno fare fronte a causa delle conseguenze
del conflitto in Medio Oriente, pari a 1225,90 euro annui (per
carburanti, gas, energia elettrica, prezzi dei prodotti
alimentari per la cura della casa, trasporti), e ora aggravate
di circa ulteriori 84,60 euro annui a causa della maggiorazione
del prezzo del gasolio con la precoce marcia indietro sul taglio
dell’accisa. L’Istat, qualche giorno dopo, ha confermato e
reso ancora più forti le ragioni della nostra preoccupazione,
riferendo come l’inflazione, a marzo, abbia già iniziato a
risentire del caro-conflitto (energetici +9,2% e alimentari non
lavorati +5,9%), con un rialzo del tasso in termini tendenziali
del +2,7%. Ed è solo l’inizio, come purtroppo tutti i dati
confermano. Di fronte a questa situazione il Governo attende
risposte confidando nell’Ue, in una alquanto improbabile deroga
al patto di stabilità per intervenire in ambito energetico.

   
Quello che colpisce, in tale frangente, è l’intollerabile e
alquanto sconfortante fatalismo con cui si approccia a una
situazione che, potenzialmente, rischia di assumere tratti
drammatici. Il momento di intervenire è ora, basta volerlo: i
fondi per definire bonus adeguati e per proseguire il taglio
delle accise (non in forma spot, ma avviando una riforma
strutturale che scorpori, come prima cosa, l’applicazione
dell’IVA da queste ultime), possono essere reperiti in altri
modi, a partire dalla tassazione degli extraprofitti delle
aziende energetiche (e non solo), da una lotta più determinata
all’evasione fiscale e da un aumento della tassazione sulle
grandi transazioni finanziarie”.

   

Automobile Magazine – ITALIA