Lo stabilimento Nissan di Tochigi,
sede centrale della produzione nazionale di veicoli elettrici
del costruttore auto giapponese, ha registrato nel 2025 un tasso
di utilizzo degli impianti pari a circa il 10%, ben al di sotto
della soglia di redditività comunemente stimata all’80%. Secondo
una indagine del giornale Yomiuri Shimbun, la struttura ha
prodotto appena 20.000 unità su una capacità annua di 190.000,
in calo rispetto alle circa 70.000 auto assemblate nel 2024. La
flessione riflette il rallentamento globale della domanda di EV,
che ha colpito modelli storici come la Leaf, lanciata nel 2010 e
considerata una apripista sul mercato di massa, così come il Suv
elettrico Ariya. Le vendite domestiche dei due veicoli sono
scese del 40% nel 2025, mentre le esportazioni hanno risentito
dei cambiamenti normativi in mercati chiave, in particolare
negli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha azzerato gli
incentivi federali all’acquisto di auto elettriche, indebolendo
ulteriormente la competitività del marchio Nissan. Lo
stabilimento di Tochigi è anche l’unico sito nipponico dedicato
alla produzione di EV passeggeri, e secondo il resoconto del
giornale, ha subìto rallentamenti legati ai preparativi per le
nuove generazioni dei modelli elettrici. Dopo il minimo
produttivo toccato nel 2025, la produzione della Leaf aggiornata
è ora avviata, rivela un dirigente Nissan. Intanto, il piano di
ristrutturazione globale annunciato a maggio – la chiusura di
sette stabilimenti a livello globale e il taglio di 20.000 posti
di lavoro, prevede la concentrazione della produzione nazionale
su tre siti. Lo Yomiuri segnala come paradossalmente oggi
Tochigi presenti un’utilizzazione inferiore rispetto agli
impianti di Oppama e Shonan, entrambi destinati a cessare
l’attività entro il 2027. Nonostante le difficoltà, il
presidente Ivan Espinosa ha escluso ulteriori chiusure di
stabilimenti in Giappone.
Automobile Magazine – Italia

























