Nell’automotive già da oggi, guardando ad un futuro che si muove sempre più rapidamente, software e hardware possano collaborare per aprire la strada a una mobilità più intelligente, più sicura e più rispettosa dell’ambiente. “La nostra lunga esperienza in ambito hardware e software ci permette di colmare il divario tra il fisico e il digitale – ha dichiarato nella tradizionale conferenza la Consumer Electronic Show (des) di Las Vegas Tanja Rueckert, membro del board di Bosch – Integrando questi settori possiamo creare prodotti e soluzioni intelligenti e soprattutto incentrati sulle persone. Quella che per Bosch – ha sottolineato con orgoglio – è ‘Tecnologia per la vita”. Entro l’inizio del prossimo decennio, Bosch prevede di generare oltre 6 miliardi di euro di fatturato grazie a software e servizi, gran parte dei quali basati sull’intelligenza artificiale (AI). Circa due terzi di questo fatturato dovrebbe provenire dal settore di business Mobility. Bosch si aspetta che, entro la metà degli anni 2030, le vendite di software, tecnologia dei sensori, computer ad alte prestazioni e componenti di rete raddoppino, superando ampiamente i 10 miliardi di euro. In questo scenario Bosch continua inoltre a imprimere un ritmo decisivo nell’applicazione e nello sviluppo dell’Ai. Già entro la fine del 2027 verranno investiti oltre 2,5 miliardi di euro in questo settore. Saranno centrali nell’allargamento delle applicazioni le innovazioni AI per l’abitacolo dei veicoli del futuro. Bosch utilizza già oggi l’AI per migliorare sicurezza e confort alla guida. Lo descrive al Ces 2026 di Las Vegas il nuovo cockpit basato sull’AI. Si tratta di un sistema tutto-in-uno che consente di personalizzare in modo avanzato l’ambiente dell’auto. L’abitacolo sfrutta un Large Language Model che permette di comunicare come se si interagisse con una persona reale. Dispone inoltre di un modello in grado di interpretare ciò che accade sia all’interno sia all’esterno del veicolo. Grazie a queste funzionalità, il sistema può, per esempio, cercare automaticamente un parcheggio all’arrivo a destinazione o – passando alle attività che sei possono svolgere a bordo – redigere i verbali di riunioni online. Nel sempre più rapido processo di integrazione tra hardware e software Bosch – è stato detto a Las Vegas – si conferma come fornitore leader di sistemi by-wire, che è una tecnologia chiave per la guida autonoma e definita dal software. Si tratta di sistemi sostituiscono le connessioni meccaniche dei freni e dello sterzo con razionamenti solo elettrici. Con le tecnologie brake-by-wire e steer-by-wire, Bosch prevede di raggiungere un fatturato complessivo di oltre 7 miliardi di euro entro il 2032. Al Ces Bosch ha anche mostrato una innovazione che sarà certamente apprezzata degli utenti, cioè la riduzione o l’eliminazione del mal d’auto. Grazie al software intelligente Vehicle Motion Management è ora possibile controllare il movimento del veicolo in tutti e sei gradi di libertà, gestendo centralmente freni, sterzo, motore e telaio. Questo permetterà di coordinare meglio i singoli attuatori e di utilizzarli in modo più efficiente. E quindi di ridurre i movimenti del corpo vettura n curva o quelli di beccheggio nel traffico stop-and-go, contribuendo a prevenire il mal d’auto. Come si può comprendere si tratta di un passo importante verso la guida autonoma, dato che in assenza di un guidatore ‘umano’ sarebbe impossibile chiedere di adottare una guida più lineare per evitare il mal d’auto. Bosch ha presentato al Ces anche il nuovo Radar Gen 7 Premium, una tecnologia rivoluzionaria che combina sensoristica e AI. Il sensore radar migliora le funzioni di assistenza alla guida, come il freeway pilot. Grazie alla speciale configurazione del ricevitore, Radar Gen 7 Premium può rilevare oggetti più piccoli di un veicolo o di un utente della strada – come oggetti caduti sulla carreggiata – a oltre 200 metri di distanza. Questo garantisce le manovre di guida autonoma più adatta anche in situazioni di traffico complesse.
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