“Nel 2026 la crescita negli Stati
Uniti e in Cina subirà un rallentamento e anche le previsioni
per l’Europa e la Germania non sono rosee. Tutto ciò si
rifletterà nei nostri risultati finanziari del 2025 e del 2026:
nel 2025 l’utile prima delle imposte sarà nettamente inferiore
alle previsioni e inferiore a quello dell’anno precedente”, lo
ha dichiarato Stefan Hartung al settimanale tedesco Die Zeit,
oggi in edicola. Hartung ha aggiunto: “i dazi doganali e le
barriere commerciali comportano ovviamente dei costi. Allo
stesso tempo, registriamo una crescente concorrenza per i nostri
prodotti destinati ai consumatori finali, ovvero frigoriferi e
lavatrici, robot tosaerba e trapani. La disponibilità dei
clienti a pagare prezzi più elevati sta diminuendo”. A suo
avviso il 2026 non sarà facile e “il rendimento di almeno il 7%
necessario per gli investimenti futuri potrà essere raggiunto
non prima del 2027”. Hartung ha anche difeso la scelta di non
investire nelle batterie (“il rischio era semplicemente troppo
grande: per competere in modo rilevante, avremmo dovuto
investire decine di miliardi. E abbiamo visto come progetti
europei molto promettenti siano falliti clamorosamente”) e ha
anche proposto interventi sull’eredità per finanziare lo Stato
sociale: “come primo passo, aumenterei le franchigie per le
eredità di modesta entità a favore di parenti stretti. E per le
eredità di entità superiore, limiterei soprattutto le deroghe”.
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