Per la sicurezza stradale “noi
possiamo provare ad applicare norme nuove, più severe e più
efficaci. Poi ovviamente c’è sempre l’ultima parola da parte di
qualcuno che deve ritenere se un soggetto simile è abbastanza
pericoloso per essere trattenuto in una struttura carceraria
oppure no”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo telefonicamente a un
convegno in corso a Milano, riferendosi al caso del 39enne che
nei giorni scorsi, risultato positivo all’alcol test e al
pretest per la cocaina, ha investito due sorelle uccidendone
una.
“Guidando ubriaco e drogato ha ammazzato una persona, è
scappato e peraltro non è neanche in carcere perché il giudice
ha scelto i domiciliari”, ha aggiunto il ministro che ha
spiegato di stare “cercando di lavorare insieme alle
associazioni, ai familiari delle vittime, ai Comuni e alle
Regioni per rendere meno drammatico questo bilancio che ogni
anno supera i tremila morti sulle strade italiane”. E ha
sottolineato come, oltre alle norme, “occorre sempre il buon
senso di chi si mette alla guida”, citando “l’utilizzo ancora
troppo abbondante del telefonino” e le “migliaia di multe
staccate e patenti ritirate”. “La distrazione al volante è la
prima causa di morte”, ha concluso.
Automobile Magazine – ITALIA





















