Il piano di ristrutturazione
continua a incidere pesantemente sui conti di Nissan, in rosso
per il secondo anno consecutivo. Nell’anno fiscale terminato a
fine marzo la perdita si attesta a 533,1 miliardi di yen, pari a
2,8 miliardi di euro, mentre l’utile operativo risulta in calo
del 17% a 58 miliardi di yen, e il fatturato registra un
rallentamento del 4,9% a 12.000 miliardi di yen (65 miliardi di
euro).
Per l’anno fiscale in corso il costruttore nipponico prevede
comunque un ritorno all’utile pari a 20 miliardi di yen, circa
123 milioni di euro, e un fatturato in crescita a 13.000
miliardi di yen.
In una nota che accompagna i risultati, la quarta casa
automobilistica giapponese per volumi di vendita avverte che
l’esercizio fiscale 2026 si prospetta ancora in un contesto
economico complesso, segnato da “pressioni persistenti legate
all’inasprimento della concorrenza, alla volatilità dei cambi,
all’inflazione e alle incertezze geopolitiche che continuano a
gravare sul mercato globale”. Il piano di risanamento guidato
dall’amministratore delegato Ivan Espinosa, prevede tagli
drastici: chiusura di 7 stabilimenti su 17 a livello globale, la
riduzione del 15% della forza lavoro, che equivalgono a 20.000
dipendenti, e risparmi per 500 miliardi di yen (3 miliardi di
euro) entro la fine dell’anno. L’obiettivo è tornare a
un’operatività e un flusso di cassa positivo già nel 2026. Il
piano include anche la riduzione del 20% della capacità
produttiva globale e la semplificazione della gamma dei modelli.
Automobile Magazine – ITALIA





















