Sono lontani i tempi in cui gli specialisti del settore indicavano in circa 100mila euro il sovrapprezzo dei costi industriali per mettere su strada un’auto a guida completamente autonoma.
In occasione di Auto China 2026, James Peng, ceo e fondatore di Pony.ai, ha annunciato a questo riguardo un traguardo cruciale. Entro il 2027 potrà essere messo sul mercato un Robotaxi capace di funzionare completamente senza conducente con un prezzo (per veicolo, hardware di guida e batterie) inferiore in Cina ai 230.000 yuan, pari a circa 29.800 euro.
Ma la seconda notizia che arriva dal Salone di Pechino è forse ancora più ‘distruptive’ e capace di impattare in modo ancora più rilevante sul mercato europeo. Negli sviluppi annunciati da Pony.ai c’è infatti un allargamento anche al trasporto autonomo delle merci.
In collaborazione con Catl, l’azienda ha presentato il primo autocarro leggero elettrico con guida autonoma di Livello 4.
Questo Robovan, che offre un volume di carico di 18 metri cubi ed ha un’autonomia fino a 450 km, promette di abbattere i costi operativi per chilometro (in relazione agli stipendi in Cina) del 40-50% rispetto a quelli di un veicolo con guida umana.
Un taxi che costa come un modello tradizionale e che si muove in città 24 ore su 24, senza distinzione tra feriali e festivi, giorno e notte. Un furgonato che esegue le consegne per cui è programmato (anche con aggiornamento in tempo reale) senza risentire degli orari di lavoro o della stanchezza degli autisti. Sono due scenari ‘fantascientifici’ e che ora – a giudicare dalle dichiarazioni fatte ad Auto China – potrebbero essere una realtà già nel 2027.
Grazie alla nuova famiglia di Robotaxi, che in Cina costerà come la versione entry level della Tesla Model 3 prodotta localmente, Pony.ai prevede non solo il consolidamento dell’attività nelle metropoli cinesi, ma anche il lancio di una versione specifica per l’estero. Sarà conforme alle normative locali ed avrà l’obiettivo di permettere uno schieramento di oltre 1.000 unità nei mercati internazionali.
Il percorso di crescita dell’azienda sta dunque accelerando: la settima generazione di Robotaxi, presentata solo un anno fa, è già operativa in aree chiave come Pechino, Guangzhou e Shenzhen con una flotta che supera le 1.400 unità e una base utenti di 1 milione di iscritti.
Entro il 2026, l’obiettivo è presidiare oltre 20 città globali (incluse sperimentazioni a Singapore e in Croazia) con una flotta complessiva di 3.000 veicoli, inclusi 1.000 esemplari di Toyota Bozhi 4X – la denominazione cinese dalla europea bZ4X – destinati ai servizi di imminente attivazione.
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