Il design industriale, la contaminazione fra i comparti, gli sviluppi legati alla tecnica sono da sempre fra gli elementi di maggior interesse del Fuorisalone.
Alla Milano Design Week 2026 tra le aziende che guidano le nuove tendenze c’è Italdesign. Il suo stand spazia in svariati campi, proponendo soluzioni che possono essere applicate alla mobilità terrestre, a quella aerospaziale, alla vita di tutti i giorni. Sono frutto di un approccio progettuale che da sempre fa parte del Dna dell’azienda di Moncalieri, come sottolinea ad il direttore del Design Jose Navarro.
“Il design non è soltanto stile, non è solo la forma, l’estetica. È un linguaggio che unisce – chiarisce il manager -.
Un linguaggio che aiuta a unificare tutte le componenti di un progetto. Un filo conduttore che ci aiuta a prendere la tecnica, la tecnologia, e a renderla umana. Alla fine, quello che facciamo nel design è tradurre tutti gli avanzamenti tecnologici in qualcosa che si avvicina di più all’uomo”.
Una tecnologia, quindi, che non deve essere fine a se stessa, ma che deve portare benefici concreti nella vita di tutti i giorni.
“Per far sì che la tecnologia si parli con l’uomo – prosegue Navarro – è importante che il designer non lavori mai in maniera isolata. Noi siamo sempre stati bravissimi a mettere insieme un team capace, fin dal primo schizzo, di lavorare con i nostri tecnici, con i nostri ingegneri, con chi si occupa della produzione, della fattibilità finale. Quindi, come dicevo prima, non siamo solostilisti, non si tratta soltanto di tracciare una linea: è pensare a un prodotto finale”.
In quest’approccio, la multidisciplinarietà, le conoscenze che spaziano a 360 gradi, sono una delle chiavi di volta per centrare il successo. “Effettivamente questi 360 gradi- evidenzia il designer – li possiamo vedere anche oggi qui, alla Milano Design Week. I progetti che abbiamo portato sono fatti tutti dallo stesso ufficio stile: lo stesso team è capace di lavorare ad un’auto, ad un sedile come il Resedo, ad un robot o ad una macchina volante come il Pop-Up. Siamo stati capaci di fare tutto questo perché non lavoriamo isolati, ma tutti insieme. È un approccio che ci ha sempre aiutato a dare un valore in più, un valore aggiuntivo ai nostri prodotti. Perché chi prima faceva un treno, un aereo, oggi sta lavorando su una macchina. Quindi ci sono tante discipline che si uniscono e che aiutano a creare prodotti che, tra l’altro, sono diversi quelli che si possono vedere in giro. Per esempio, possiamo parlare di Resedo: nasce come concept di sedile automotive, ma è adattabile anche ad altri settori, come l’aerospace”.
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