Italia e altri 4 Paesi Ue chiedono una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche

®
Çok Okunanlar

FIAT’tan Haziran Atağı: Egea ve Grande Panda’da Faizsiz Kredi Fırsatı

FIAT, haziran ayına özel kampanyasıyla otomobil almak isteyenlere dikkat çeken fırsatlar sunuyor. Marka, Egea ailesi ve yeni nesil Grande...

Test Sürüşü: DS Automobile N8 Collection Jules Verne

DS N°8 Collection Jules Verne – Elektrikli Lüksün Yeni Yolculuğu Otomotiv dünyasında lüks kavramı artık sadece kaliteli malzemeler, güçlü motorlar...

EV Charge Show 2026 İçin Geri Sayım Başladı

Elektrikli Araç Şarj Ekosistemi İstanbul'da Buluşacak Elektrikli araç şarj teknolojileri alanının önde gelen organizasyonlarından EV Charge Show 2026, 26-28 Kasım...

Citroën’den Haziran Kampanyası

Citroën’den Haziran Kampanyası: Elektrikli ve Ticari Modellerde Faizsiz Kredi Desteği Citroën, haziran ayına özel kampanyası kapsamında binek ve hafif ticari...

Citroën Berlingo 30’uncu yılını kutluyor: 4,2 milyon satışla segmentin öncüsü

Citroën, 1996 yılında yollara çıkan ve zamanla kendi segmentini oluşturan Citroën Berlingo’nun 30’uncu yıl dönümünü kutluyor. 1996’da lansmanı yapılan Berlingo,...

Hyundai Motor Türkiye’den Yeni Batarya Yatırımı

Türkiye’de yaklaşık 30 yıldır üretimini kesintisiz olarak sürdüren Hyundai Motor Türkiye (HMTR), Ağustos ayında seri üretimine başlayacağı IONIQ 3...

Volkswagen Osnabrück fabrikasında üretimi azaltacak

VW şirket sözcüsü, fabrikada yaz tatili arasının bir hafta uzatılacağını ve üretimin yapılmayacağı ek günlerin planlandığını duyurdu. Sözcü, karara gerekçe...

L’Italia si muove con altri quattro grandi Paesi Ue per chiedere una nuova tassa europea sugli extraprofitti energetici, nel pieno della fiammata del petrolio legata alla guerra in Medio Oriente. L’iniziativa, guidata dai ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti con i colleghi di Spagna, Germania, Austria e Portogallo, punta a ottenere dalla Commissione europea una risposta comune per contenere l’impatto del caro energia su famiglie e imprese.
    Nella lettera, inviata al commissario Ue all’Economia Wopke Hoekstra, i cinque chiedono un intervento coordinato Ue per tassare i profitti straordinari delle compagnie energetiche, con l’obiettivo di evitare che il costo della crisi ricada interamente sui consumatori e sui bilanci pubblici. Il riferimento è esplicito all’impennata dei prezzi del petrolio dopo l’escalation con l’Iran e alle distorsioni di mercato generate dalle tensioni geopolitiche. “Una soluzione europea di questo tipo invierebbe un segnale chiaro ai cittadini e all’economia, dimostrando unità e capacità di azione”, affermano: “chi beneficia delle conseguenze della guerra deve contribuire ad alleviare il peso sul pubblico”.
    “Abbiamo ricevuto la lettera – replica un portavoce della Commissione -. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito”. L’esecutivo europeo è “al lavoro a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica”, ricorda anche.
    “Sebbene non ci troviamo nella stessa situazione” del 2022, sottolinea, è importante tenere conto degli insegnamenti” di quando fu introdotta una contribuzione temporanea di solidarietà sugli extraprofitti dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
    Dall’industria petrolifera italiana arriva intanto una prima reazione critica. Unem, l’associazione delle aziende della lavorazione, logistica e distribuzione dei prodotti petroliferi, afferma di aver appreso dell’iniziativa con “sorpresa e sconcerto” e avverte che “sarebbe necessario evitare ulteriori elementi di instabilità”, per non mettere “in crisi un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.
    Nella lettera alla Commissione, i cinque ministri Ue sottolineano come l’attuale fase di “forte volatilità dei mercati energetici”, alimentata dalle tensioni geopolitiche, abbia prodotto “effetti distorsivi” che richiedono “un intervento immediato a livello europeo”. I ministri evidenziano inoltre la necessità di “un quadro giuridico solido e armonizzato” per evitare “frammentazioni tra gli Stati membri” e garantire “condizioni di concorrenza eque nel mercato interno”.
    L’iniziativa richiama esplicitamente il precedente del 2022, quando appunto l’Ue introdusse una contribuzione temporanea di solidarietà. L’attuale contesto presenta, secondo i firmatari, “analoghe caratteristiche tecniche e fiscali” che giustificano “uno strumento simile”, pur “senza pregiudicare le misure nazionali”.
    A Bruxelles da quanto trapela si ragiona comunque anche sul fatto che un’eventuale tassa Ue sugli extraprofitti non garantirebbe necessariamente risorse rapide agli Stati per affrontare alla crisi. Inoltre il precedente del 2022 resta un riferimento ma anche un monito: la misura europea, affiancata da interventi nazionali, ebbe applicazione disomogenea e tempi non immediati, con entrate variabili tra Paesi e difficoltà di attuazione che ne limitarono l’impatto nel breve periodo. Nel nostro paese il gettito si fermò a 2,8 miliardi contro i 10 preventivati ad esempio. 

Automobile Magazine-ITALIA