General Motors fa retromarcia sull’elettrificazione totale. Una retromarcia a dir poco onerosa: si parla di 6 miliardi di dollari, necessari per smantellare alcuni investimenti nei veicoli elettrici. La maggior parte di questa svalutazione, circa 4,2 miliardi di dollari, è legata alla cancellazione di contratti e accordi che GM aveva stretto con i fornitori, che avevano pianificato volumi di produzione molto più elevati prima dell’inversione di tendenza del mercato.
GM fa retromarcia sull’elettrico
L’azienda, fa sapere Reuters, registrerà l’onere come voce speciale nella sua relazione sugli utili del quarto trimestre. Si prevede di dover sostenere costi aggiuntivi nel 2026 a seguito delle negoziazioni con la propria base di fornitori, ma si stima che saranno inferiori a quelli previsti per i veicoli elettrici nel 2025. A proposito di veicoli elettrici: GM ha affermato che la svalutazione non avrebbe influito sulla sua gamma statunitense di circa una dozzina di modelli di EV, che continueranno dunque ad essere venduti ai clienti.
Onere da 6 miliardi di dollari
Insomma, un onere di non poco conto, che deriva dalla riduzione della produzione pianificata di veicoli elettrici e dalle ricadute sulla catena di approvvigionamento. Certo, GM non è l’unico costruttore a dover fare i conti con spese di questo tipo: soltanto poche settimane fa Ford ha annunciato un onere simile ma molto più consistente. Ricordiamo che le vendite di veicoli elettrici di General Motors sono diminuite del 43% nel quarto trimestre dopo la perdita del credito d’imposta al consumo.
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