Urso: “Servono cambiamenti radicali, tempo scaduto”

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L’Italia sta svolgendo un ruolo cruciale nel processo di revisione del regolamento UE sulle emissioni di CO2, tema centrale per il futuro dell’industria automotive del Paese. Nei giorni scorsi si è svolto infatti un tavolo di lavoro a Palazzo Piacentini presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di Stellantis, delle imprese del settore, delle Regioni in cui si trovano gli impianti, nonché delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.

Tavolo Stellantis al Mimit

Un punto saliente emerso durante il tavolo è stato l’impegno di Stellantis per l’Italia, che continuerà a essere un pilastro fondamentale per il Gruppo. Emanuele Cappellano ha sottolineato come, nel 2025, l’azienda ha chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani, segnale positivo che riflette la fiducia nella filiera nazionale. Questo impegno non si limita solo agli acquisti, ma si estende a investimenti in ricerca e sviluppo.

Fondo Automotive fino al 2030

In aggiunta, è stato presentato il nuovo DPCM che programmerà le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, con un importo previsto di circa 1,6 miliardi di euro. Le misure, che prevede una distribuzione del 75% delle risorse all’innovazione e agli investimenti produttivi, puntano a stimolare il settore auto attraverso accordi per l’innovazione e contratti di sviluppo. Tra i principali interventi si evidenziano l’ecobonus e i sussidi per le infrastrutture di ricarica, componenti necessari per promuovere la mobilità sostenibile. A queste misure si affiancheranno anche iniziative previste dalla legge di bilancio.

Urso avverte l’Europa

“La proposta di revisione presentata il 16 dicembre scorso dalla Commissione UE, pur andando nella direzione giusta, non è affatto sufficiente – ha spiegato Urso – Serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, lo sviluppo dei biocombustibili, risorse significative sulla filiera delle batterie e la tutela del Made in Europe. Per questo abbiamo sottoscritto un’intesa con la Germania sulle modifiche ai regolamenti, sulla politica industriale europea e sulla competitività. Ora dobbiamo ingaggiare anche la Francia per allargare il fronte delle riforme. Servono cambiamenti radicali, non maquillage. Servono subito: il tempo è scaduto“.

Automobile Magazine-ITALIA