Unrae cambia volto per accompagnare l’Italia nella trasformazione della mobilità. L’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, che rappresenta le case estere attive sul mercato italiano, avvia un percorso di rebranding, a partire da un nuovo logo, e una nuova strategia di comunicazione per mettere competenze, dati e informazioni a disposizione non solo di operatori e Istituzioni, ma sempre più anche dei cittadini.
Una scelta che nasce dalla crescente complessità del mondo dell’auto, alle prese con nuove tecnologie, formule di utilizzo e un’offerta sempre più articolata. “Oggi scegliere un’automobile o orientarsi nel mondo della mobilità è diventato molto più complesso”, osserva il presidente di Unrae, Roberto Pietrantonio.
Venticinque anni fa, ricorda, per scegliere un’auto le domande riguardavano soprattutto alimentazione, consumi e prezzo. Oggi entrano in gioco costo complessivo di utilizzo, connettività, aggiornamenti da remoto, sistemi di assistenza alla guida e nuove modalità di accesso alla mobilità.
È cambiato anche il mercato. Il diesel, che nel 2000 rappresentava circa un terzo delle immatricolazioni, ha raggiunto un picco vicino al 60% per poi ridursi drasticamente.
Nel frattempo sono esplosi i suv, è aumentato il numero dei modelli disponibili e si è ampliata la presenza di nuovi marchi, soprattutto asiatici. Un’evoluzione che ha reso il mercato più articolato, ma anche più difficile da leggere per chi non è del settore. Alla concessionaria e alla pubblicità tradizionale si sono inoltre affiancati social network, creator, influencer e configuratori online, in un ecosistema informativo sempre più frammentato.
“Il consumatore è lì che cerca di capire a quale fonte abbeverarsi”, osserva il direttore generale Andrea Cardinali, indicando nella capacità di selezionare, verificare e rendere comprensibili le informazioni uno degli ambiti sui quali Unrae intende rafforzare il proprio ruolo. Forte di 75 anni di attività, Unrae rappresenta 47 aziende associate e 72 marchi di 15 Paesi, coprendo i principali comparti dell’automotive. Secondo i dati richiamati da Pietrantonio e Cardinali, il settore genera circa 380 miliardi di euro, pari al 19,5% del Pil, sostiene oltre un milione di posti di lavoro e assicura circa 83 miliardi di euro di gettito fiscale, dei quali quasi 65 miliardi legati ai veicoli. Sul fronte ambientale, Unrae richiama gli investimenti dell’industria per ridurre le emissioni, precisando però che il nodo resta il parco circolante: in Italia sono ancora circa 8,5 milioni le autovetture ante Euro 4, oltre una vettura su cinque. In questo scenario, l’obiettivo di Unrae è quello di cambiare anche il modo di raccontare il settore. “Sentiamo la necessità di provare una nuova narrazione dell’automobile in Italia”, spiega Pietrantonio. “Per anni si è parlato dell’auto soprattutto in termini negativi, mentre noi riteniamo che sia una risorsa da accompagnare nella transizione, senza dimenticare il valore in termini di occupazione, competenze e innovazione”. “Cambiano le tecnologie, i contesti urbani e le esigenze delle persone: Unrae evolve parallelamente, e nel farlo mette le persone al centro”, aggiunge Cardinali. L’obiettivo è valorizzare il ruolo dell’automotive come fattore di sviluppo economico, occupazione qualificata, innovazione e inclusione territoriale. Il percorso proseguirà con una maggiore apertura verso i media generalisti e nuove iniziative di comunicazione. Tra ottobre e novembre è previsto il lancio di “I Mestieri dell’Auto”, progetto editoriale dedicato alle persone e alle professionalità del settore. Attenzione anche ai giovani con il Premio di Laurea per talenti automotive, con le candidature 2026/2027 in scadenza il 30 settembre, per favorire l’avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro e l’avvio di percorsi professionali nell’automotive.
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