Land Rover Defender Trophy, un’avventura per spiriti indomiti

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Per chi ha ancora in mente le avventure del Camel Trophy e vuole prendere parte ad un’iniziativa estrema e sostenibile, nel segno di Land Rover, oggi c’è il Defender Trophy. Si tratta di un’iniziativa ispirata agli eventi Trophy e Challenge del passato, in cui concorrenti provenienti da tutto il mondo potranno sfidarsi nelle selezioni che porteranno alla finale mondiale, in Africa, nei mesi di ottobre e novembre 2026. Le selezioni europee rimarranno aperte fino al 10 aprile 2026, e dall’Italia è sufficiente navigare nella sezione apposita del sito landrover.it per candidarsi.

    Al momento, sono oltre 20.000 le iscrizioni globali provenienti da 75 paesi diversi, ma per competere bisogna avere più di 23 anni, saper nuotare per 50 metri, parlare fluentemente la lingua inglese, essere idonei alla guida ed ai viaggi internazionali e, soprattutto, avere uno spirito indomabile.     Infatti, i partecipanti dovranno affrontare prove di guida e navigazione, d’ingegno e fisiche.     Ne abbiamo avuto un assaggio nel centro Land Rover Experience di Wülfrath, in Germania, dove abbiamo affrontato pendenze importanti ed ostacoli di diverso tipo a bordo della vettura ufficiale dell’evento, la Defender Trophy Edition, che è proposta nelle colorazioni Deep Sandglow Yellow e Keswick Green con cofano e tetto nero, decalcomanie del Defender Trophy, cerchi da 20 pollici con pneumatici all-terrain e tutto il necessario per muoversi nei percorsi più estremi: dal convogliatore d’aria supplementare, al portapacchi supplementare montato sul tetto ed accoppiato alla scaletta laterale, oltre ad un portaoggetti esterno per riporre oggetti che possano sporcare l’abitacolo rivestito in pelle e con la parte centrale della plancia che riprende la colorazione esterna.     Al volante di questa serie speciale, che sarà prodotta in appena 400 esemplari, abbiamo ritrovato le caratteristiche della Defender per un supporto notevole durante le salite più impegnative, le discese con pendenze apparentemente impossibili e le inclinazioni laterali a limite del ribaltamento. Infatti, il motore 6 cilindri turbodiesel mild hybrid da 350 CV e 700 Nm di coppia massima, i differenziali centrale e posteriore bloccabili, il cambio automatico ad 8 rapporti con riduttore, il sistema di gestione della coppia, il terrain response ed il dispositivo che regola la velocità in discesa, ci hanno fornito un supporto indispensabile. Il sistema di telecamere, inoltre, è stato fondamentale per avere la visuale migliore ad ogni passaggio. Insomma, si è passati dalla guida analogica della Defender di prima generazione, ad una guida “digitale”, con la tecnologia che agevola le operazioni.     L’evoluzione è anche nello spirito della competizione dove bisogna fare lavoro di squadra per superare gli imprevisti lungo il percorso, prove fisiche e di abilità, il tutto con una visibilità figlia dei tempi moderni, con contenuti online che consentiranno di scoprire i progressi dei protagonisti nelle varie prove.     Anche noi abbiamo provato a cimentarci in qualche sfida, ad esempio fissando dei supporti di legno a cui agganciare una corda per trasferire uno pneumatico da una sponda all’altra di un corso d’acqua, o improvvisando dei passaggi di fortuna con delle tavole per superare, a piedi, degli ostacoli.     Ovviamente, si tratta solamente di una piccola presa di contatto con quanto accadrà nelle prove reali, le quali porteranno i partecipanti alla fase finale a prendere parte ad una missione sostenibile con Tusk, una organizzazione non governativa che si occupa della salvaguardia della fauna e dell’ecosistema in Africa.

Automobile Magazine – Italia