Guigues: l’ibrido è centrale in Italia, Clio e Captur i pilastri

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L’ibrido resta oggi uno dei pilastri della strategia renault in Italia, un mercato che, per struttura e abitudini di consumo, privilegia ancora soluzioni di transizione rispetto all’elettrico puro. Lo ha spiegato Sébastien Guigues, direttore generale di renault Italia, in un incontro con la stampa dedicato all’evoluzione della gamma e alle sfide dei prossimi anni.     Guigues ha ricordato come Captur e Clio rappresentino le due vetture fondamentali per il marchio: la prima, più giovane e in crescita, sta spingendo il mix verso il full hybrid, mentre Clio continua a confermarsi un modello centrale, capace di attrarre sia una clientela storica sia nuovi acquirenti. Il 70% degli ordini della nuova Clio riguarda infatti versioni ibride, una tecnologia che, secondo Guigues, è oggi più performante rispetto alle soluzioni di alcuni competitor e rappresenta un passaggio naturale verso la mobilità elettrica senza cambiare le abitudini di guida. Il manager ha sottolineato come l’ibrido piaccia anche perché economicamente accessibile e sempre più diffuso: il mix ibrido è passato dal 15% attuale con un peso crescente, mentre il resto del mercato per renault in Italia si divide tra benzina e GPL, quest’ultimo intorno al 45%. La nuova Clio, proposta a un prezzo d’ingresso di 18.900 euro, offre contenuti di segmento superiore e punta a rafforzare una presenza storicamente solida: l’Italia è infatti il primo mercato della vettura dopo la Francia. Il segmento B, che vale il 49% delle vendite nazionali con i suv che rappresentano circa la metà, resta centrale per renault, anche per la rilevanza dei clienti flotte.     Guigues ha poi affrontato il tema dell’offensiva cinese, definendo i costruttori asiatici “molto bravi e da rispettare”, pur evidenziando che serviranno ancora due o tre anni per verificare la capacità di mantenere i volumi nel tempo.     “Bisogna valutare il ciclo completo del prodotto”, ha aggiunto. Sul fronte competitivo, il manager ha riconosciuto un calo di quota lo scorso anno ma guarda al 2026 con moderato ottimismo, prevedendo un mercato in crescita del 3-4%. Con l’arrivo dei nuovi modelli, tra cui Twingo e Clio rinnovata, renault punta ad affrontare la concorrenza europea e asiatica, facendo leva su una gamma più completa e su una maggiore velocità di sviluppo: “Dobbiamo imparare dai cinesi, sono pragmatici e rapidi. Con Twingo abbiamo ridotto molto i tempi, l’abbiamo realizzata in circa 23 mesi”.     Guigues ha ricordato poi come il mercato italiano sia simile a quello spagnolo, con una bassa penetrazione dell’elettrico, una forte presenza del Gpl e una cultura dell’ibrido ancora limitata, spesso associata al dominio toyota. Per il manager è necessario restituire “emozionalità” al settore, in un contesto in cui i segmenti C e D restano ridotti e il peso è sostenuto soprattutto dalle flotte.     Tra i modelli più rilevanti nella parte alta della gamma, Rafale da 300 CV sta performando in un segmento piccolo, con circa mille unità l’anno, mentre Symbioz presenta ancora margini di crescita. Austral si conferma particolarmente apprezzata dalle flotte e l’Espace continua a presidiare volumi contenuti ma stabili. Guardando ai bisogni dei clienti, il numero uno di renault Italia ha sottolineato che l’obiettivo è offrire auto versatili, “spaziose all’interno e ideali per la città”, pur mantenendo un posizionamento competitivo su design e tecnologia.        

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