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Geely e Zeekr, Santucci: 'Serve una strategia del Paese per attrarre investimenti'

IT

Una strategia nazionale chiara e stabile per accompagnare la trasformazione dell’automotive, attrarre investimenti e rendere le nuove tecnologie accessibili a una platea più ampia di automobilisti. È quanto sostenuto da Marco Santucci, managing director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, intervenuto alla Camera dei Deputati al convegno “Verso una mobilità più sostenibile. Scenari e prospettive per cittadini e industria”.     Al centro del suo intervento, il cambiamento che sta investendo il settore automobilistico, nel quale il valore del prodotto si sposta sempre più verso elettrificazione, software, intelligenza artificiale, connettività e sicurezza. “La vettura del futuro sarà più sicura, più digitale, più connessa ed elettrica”, ha osservato Santucci, indicando la necessità per l’Italia di individuare gli ambiti nei quali sviluppare un vantaggio competitivo, dall’energia alla componentistica, passando per software e competenze.     Per Santucci, la transizione tecnologica richiede anche una direzione politica e industriale riconoscibile nel tempo. «Una strategia Paese stabile darebbe anche a chi rappresenta le case automobilistiche in Italia una leva importante: se l’Italia dimostra di avere una traiettoria credibile, possiamo andare dalle nostre case madri e dire: investite in Italia, perché l’Italia ha deciso dove vuole arrivare», ha affermato.     L’obiettivo, ha precisato, non è orientare le scelte individuali di acquisto, ma definire un quadro di riferimento capace di dare certezze alle imprese e favorire gli investimenti.     Un altro tema centrale riguarda il prezzo delle automobili, in una fase in cui la sostenibilità della mobilità deve misurarsi anche con il potere d’acquisto delle famiglie. «Il ceto medio chiede auto intorno ai 20.000 euro che siano sicure, abbiano bassi costi di gestione, siano tecnologiche e non rinuncino al design e al comfort», ha sottolineato Santucci. Una domanda che troverebbe già risposte nei prodotti disponibili sul mercato, ma che potrebbe essere soddisfatta più facilmente riducendo gli ostacoli che incidono sul prezzo finale.     In questo quadro si inserisce il riferimento ai dazi: «Potremmo renderle ancora più accessibili se non pesasse su queste vetture un carico di dazi del 30%», ha dichiarato. Il tema richiama il dibattito sulle politiche commerciali e sulle condizioni di accesso al mercato europeo per i veicoli prodotti in Cina, in particolare quelli elettrici, per i quali l’Unione europea ha introdotto dazi compensativi aggiuntivi.     La mobilità sostenibile passa, quindi, attraverso la capacità del Paese di costruire condizioni favorevoli allo sviluppo industriale e la necessità di mantenere l’automobile accessibile nella transizione verso tecnologie a basse emissioni, con soluzioni di lungo periodo e un confronto costante tra istituzioni e industria.

Automobile Magazine-Italia

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