Daniela Cavallo, immigrati servono, hanno costruito Volkswagen

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Il numero lo dice lei, con orgoglio: Daniela Cavallo è responsabile di 600 mila dipendenti di Volkswagen nel mondo, come presidente del consiglio di fabbrica del colosso dell’auto tedesca. E lo è da italiana, figlia di un ‘Gastarbeiter’ calabrese, un lavoratore immigrato in Germania oltre 50 anni fa. “Ho due passaporti, per me questo è molto importante, le mie radici mi hanno plasmato molto”, racconta ad alcuni giornalisti italiani e all’ANSA a Bellevue, il Quirinale tedesco, proprio mentre il presidente Mattarella si intrattiene con il padrone di casa Frank-Walter Steinmeier.     Arrivata ai vertici dell’azienda, non nega “la forte preoccupazione” per il clima che si respira nella Repubblica federale, per l’ascesa di Afd, la “massiccia perdita dei posti di lavoro nell’industria dell’auto e non solo”, che riguarda proprio Wolfsburg. La Germania deve “mantenere la sua competitività industriale”, anche per restare stabile, spiega, e proprio degli immigrati, oggi ha “immenso bisogno” a causa della carenza di manodopera qualificata. “È importante che nella storia della Volkswagen e nel successo dell’azienda ricordiamo sempre che anche i lavoratori stranieri provenienti dall’Italia, dalla Tunisia, dalla Turchia e da molti altri paesi hanno contribuito negli anni in cui c’era carenza di manodopera tedesca a costruire la Volkswagen”, dice a margine della sala dove si incontrano Sergio Mattarella e Frank-Walter Steinmeier che di immigrazione hanno parlato tra loro. “Oggi alla Volkswagen ci sono più di 100 nazionalità che lavorano fianco a fianco e non si guarda più alla nazionalità, ma al lavoro che svolgiamo insieme”. Dei problemi del gruppo non vuole parlare, ma rispondendo a una domanda sulla ascesa di Afd dice: “Naturalmente sono molto preoccupata dello sviluppo della società in Germania. È particolarmente importante rappresentare gli aspetti positivi dell’immigrazione. E delle persone anche immigrate che si impegnano per la società. Ed è decisivo che tutti insieme ci riconosciamo nella democrazia e che si impegni a fare in modo che non si impongano odio, sobillazione, divisione”. Perché proprio tanti immigrati votano l’ultradestra? “Ci sono molte paure sul futuro. Vediamo che l’industria cambia, che i posti di lavoro vengono massicciamente perduti, nell’industria dell’auto e in altri settori. Molte persone hanno paura di perdere il benessere che hanno conquistato. Per questo è importante che l’industria possa continuare ad essere competitiva – aggiunge -. E tutti sono chiamati a impegnarsi: “la politica, la società civile, i sindacati, anche le imprese devono prendere posizione”.     Il padre è arrivato in Germania nel 1969, ricorda, aveva 17 anni e dovette aspettare la maggiore età per poter lavorare: “Sono molto felice che anche le persone che, come lui, sono venute in Germania come lavoratori stranieri vedano che dopo tanti anni è possibile che la figlia di un lavoratore straniero sia stata eletta alla guida di un’organizzazione sindacale della Volkswagen e sia responsabile di oltre 600.000 dipendenti in tutto il mondo”. Un modello per tante giovani donne, immigrate e non, nella Repubblica federale.    

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