Dalla fotografia alla musica, il Museo dell’Auto cambia linguaggio e diventa pop

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Spazi rinnovati, nuove iniziative e
un calendario fitto di appuntamenti con progetti che spaziano
dalla storia della Formula 1 alla fotografia, dalla Pop Art alla
musica, dal design alla cultura visiva. Il Museo Nazionale
dell’Automobile sceglie di cambiare passo, rilanciando il
proprio ruolo culturale in un momento di profonda trasformazione
per l’identità stessa dell’auto. “Custodiamo un patrimonio, ma
dobbiamo stare nell’attualità. Un Museo in crescita che non
vuole lasciare indietro nessuno”, sottolinea la direttrice
Lorenza Bravetta.
   
Sul fronte espositivo nasce una nuova area di 1.600 metri
quadrati interamente dedicata al design, tra spazi permanenti e
mostre temporanee, con una collaborazione in arrivo con la
Triennale Milano. La Sala Albertini viene ampliata fino a
superare i 2.000 metri quadrati per ospitare grandi mostre
tematiche. A questa si affianca una nuova project room, pensata
per la sperimentazione artistica e la cultura pop, che da aprile
a settembre ospiterà ‘Automobili: Dalla e Roversi’. Troverà
spazio anche una sala permanente dedicata alla storia e al
linguaggio della pubblicità automobilistica.
   
“Nel 2023, con i 90 anni del Museo, abbiamo fatto una
scommessa riuscita. Siamo usciti dal museo, incontrando enti e
istituzioni, ripensandone la complessa identità proprio nel
momento della sua crisi, di traiettoria industriale e come
oggetto di desiderio”, spiega il presidente Benedetto Camerana.
   
Un dialogo che prosegue oggi con la musica, con la Fondazione
Sandretto Re Rebaudengo e con il progetto Convergenze. Il Mauto
guarda anche al futuro della mobilità, tra nuove motorizzazioni,
smart city e prospettive metropolitane.
   
Da qui il nuovo allestimento, a partire da Confino, ripensato
per superare una narrazione novecentesca ormai anacronistica.
   
Cambiano illuminazione, testi, accessibilità e catalogo, con le
didascalie curate con la Scuola Holden. Cambia anche il rapporto
con le auto esposte, più vicine ai visitatori, come vere opere
d’arte. E prosegue il dialogo con l’arte contemporanea, da
Artissima alle collaborazioni annuali con singoli artisti, per
rafforzare un legame organico con le altre realtà culturali e
ridefinire il museo come spazio vivo, aperto e in continua
evoluzione.
   

Automobile Magazine – Italia