La Germania scende di nuovo in
campo contro l’obbligo di zero emissioni per le auto nuove a
partire dal 2035. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha
scritto una lettera alla presidente della Commissione europea
Ursula von der Leyen per invitare le istituzioni comunitarie a
rivedere la data limite che imporrebbe all’intero comparto
automobilistico una virata verso la conversione all’elettrico.
“Il governo federale è convinto che questo approccio
tecnologicamente neutro per i veicoli di nuova immatricolazione
– spiega Merz – ci consentirà di raggiungere i nostri obiettivi
climatici complessivi. Dobbiamo considerare le emissioni
dell’intero parco circolante, cioè sia delle nuove
immatricolazioni sia dei veicoli già esistenti. Esiste ancora un
potenziale di riduzione delle emissioni nel parco attuale. Le
quote di miscelazione dei carburanti sintetici e dei
biocarburanti avanzati dovrebbero essere adeguatamente
aumentate. Anche i biocarburanti tradizionali devono continuare
a svolgere il loro ruolo”. Una posizione apprezzata da
Stellantis. “Accogliamo con favore tutte le misure che
favoriscono un ritorno rapido e sostenibile alla crescita
dell’industria automobilistica europea” commenta il responsabile
europeo Emanuele Cappellano. Intanto a Termoli, dove non è
mai partita la realizzazione della Gigafactory, mille lavoratori
sono scesi in piazza in difesa dello stabilimento di Stellantis:
hanno partecipato alla manifestazione operai, famiglie,
lavoratori dell’indotto, oltre ai sindaci del Basso Molise e al
presidente del consiglio regionale Quintino Pallante. “Sono
stati spesi centinaia di milioni di euro ma le auto elettriche
circolanti in Italia sono l’1 per cento. Termoli e il Molise
rischia di perdere 2.500 posti di lavoro con l’indotto, il più
colpito da questa crisi. Noi non li abbandoneremo. Non
accetteremo che il Molise diventi un museo industriale” ha detto
il segretario nazionale della Uilm, Rocco Palombella. “Questa
transizione è fallita. Aspettiamo la decisione che verrà presa
il 10 dicembre prossimo, dove auspichiamo che l’Ue ne prenda
atto. Devono riportare i motori sulle macchine. Bisogna
ripartire dai veicoli ibridi non per abbandonare la transizione
ma per farla con intelligenza” ha affermato il coordinatore
nazionale automotive della Fim-Cisl, Stefano Boschini. “Dopo la
presentazione della 500 ibrida a Torino ci sarà un po’ di lavoro
nel 2026 a Termoli. Ci sono le condizioni per creare
un’opportunità per quanto riguarda gli endotermici e i motori
ibridi” ha aggiunto il segretario nazionale della Uglm Antonio
Spera.
Automobile Magazine – Italia








































































































