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Auto, intesa Francia-Germania: 'Stop ai motori termici nel 2030 capitolo chiuso, l'Italia è d'accordo' 

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La locomotiva d’Europa torna in azione. Per una volta Francia e Germania mettono da parte le divergenze e stringono un accordo sul futuro dell’automotive e sui criteri del nuovo ‘made in Europe’. Al centro del patto uno scambio tra i due big europei che sblocca due dossier in cima all’agenda della competitività europea. La Germania ottiene più flessibilità sugli obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 delle auto mentre la Francia riceve il via libera ai criteri della preferenza europea per dare una corsia preferenziale alle imprese europee rispetto alla concorrenza globale. Nel dettaglio viene confermato il taglio del 90% delle emissioni di Co2 del 90% entro il 2035 (rispetto al 2021) ma senza compensazioni con crediti di emissioni da parte dei produttori per tener conto del “crescente uso di carburanti rinnovabili”. In sostanza, l’intesa mira a garantire “giuridicamente” che anche dopo il 2035 possano continuare ad essere immatricolati veicoli con motore a combustione interna, a condizione che siano alimentati con carburanti a emissioni zero di Co2.

E’ l’apertura ai biocarburanti che l’Italia chiede da tempo e una vittoria per la tesi della neutralità tecnologica. Infine viene anche premiato l’uso di acciaio “verde” e alluminio a basse emissioni di Co2 nella produzione automobilistica. “Anche i nostri amici italiani sono sostanzialmente d’accordo”, ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. I due dossier si intrecciano con l’azione di rilancio della competitività Ue, in applicazione del Rapporto Draghi, e di difesa dalla concorrenza cinese, che vede come strumenti non solo il recente accordo Ue-Pechino sul limite dalle esportazioni di auto ibride e plug-in verso l’Europa, ma anche la stessa preferenza europea, utile a indirizzare gli investimenti e gli appalti pubblici. Nel patto viene concordato anche l’ambito di applicazione del ‘made in Europe’, al centro di un acceso dibattito tra i colegislatori Ue alle prese con i negoziati sull’Industrial Accelerator Act, e lo estende ai membri del See (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e alla Gran Bretagna. L’accordo di oggi è un colpo di scena che di fatto riaccorcia le distanze tra Berlino e Parigi, di recente contrapposte su diversi temi, dagli accordi commerciali, ai rapporti con la Cina, al protezionismo, al bilancio. E che fa il bis all’iniziativa congiunta dei primi del mese per chiedere uno “scudo commerciale” contro la concorrenza sleale della Cina. Una richiesta che è stata subito accolta dalla Commissione europea: verrà sviluppato “un nuovo strumento per un’azione decisiva, limitando l’accesso al mercato unico, laddove ciò sia nell’interesse dell’Unione, in modo rapido e immediato”, ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. A dimostrazione che quando l’asse franco-tedesco si muove, è capace di dettare la linea. Germania e Francia non dovrebbero incontrare grandi ostacoli nemmeno quando l’intesa dovrà essere portata al tavolo dei negoziati europei. Per Macron l’obiettivo è chiaro: “realizzare con successo la trasformazione della nostra industria automobilistica, mantenendo allo stesso tempo i nostri impegni climatici e la produzione in Europa”. 

Automobile Magazine-Italia

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