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Prezzi dei carburanti in calo, benzina sotto 2,1 euro

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Prezzi dei carburanti ancora in calo questa mattina con la benzina self che scende sotto i 2,1 euro e il gasolio sotto i 2,3 euro. Il Mimit rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale si attesta a 2,084 euro al litro per la benzina (2,111 euro il prezzo di ieri) e 2,285 euro al litro per il gasolio (2,316 il prezzo di ieri) .
    Ci sono cali in autostrada: il prezzo medio self è di 2,122 euro al litro per la benzina (2,138 ieri) e 2,328 euro per il gasolio (2,345 il prezzo di ieri).
    “La progressiva diminuzione dei prezzi dei carburanti che si sta registrando da lunedì – si legge nella nota del Mimit – fa seguito alla decisione delle compagnie Eni, Ip e Q8 di accogliere l’appello del Governo e di applicare un “price cap” a benzina e diesel alla pompa. Il taglio sta determinando un ampliamento del divario dei prezzi rispetto a quelli delle compagnie che ancora non hanno introdotto la misura”. 

“Il nostro presidente del consiglio si è speso molto con le compagnie petrolifere. Il risultato è sicuramente apprezzabile, anche se forse una parte della politica non è d’accordo ma ha fatto in modo che si ottenesse il risultato di abbassare il prezzo del carburante, benzina e gasolio. Ha iniziato l’Eni poi IP, Q8, ora tutti si stanno adeguando. E questo nel rispetto del principio della libera concorrenza. Lo afferma il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, in un incontro con la giunta esecutiva dí Confartigianato. “Dicono: tassate gli extra profitti ma questo è un intervento sugli extra profitti”, aggiunge. 

Per approfondire Agenzia Ue, ‘contatti ad alto livello con Usa su scorte petrolio e diesel’ – Mondo Motori – ‘Domani riunione dell’Aie’ per valutare rilascio scorte. Per ora nessuna carenza di gasolio’ ()

 

   

Codacons, cali più marcati in autostrada, in 4 giorni gasolio e benzina -13 cent

Sull’onda degli sconti avviati da Eni, Ip e Q8 proseguono i ribassi dei prezzi dei carburanti, con i prezzi che tuttavia in autostrada scendono a ritmi più sostenuti rispetto la rete ordinaria. Lo afferma il Codacons, dopo i nuovi dati diffusi oggi dal Mimit. In base allo studio realizzato dall’associazione, in soli 4 giorni il prezzo medio del gasolio sulla rete autostradale è diminuito di 13,1 centesimi al litro, -13,2 centesimi la benzina, mentre sulla rete ordinaria il diesel, nello stesso periodo, è sceso di 9,2 centesimi, la benzina di 7,5 centesimi. Per le tasche degli automobilisti il risparmio sul pieno è di circa 6,6 euro in autostrada sia per la benzina che per il gasolio, mentre sulla rete ordinaria la minore spesa si attesta a -4,6 euro su un pieno di diesel, -3,75 euro su un pieno di verde – calcola il Codacons. Si tratta di ribassi importanti che tuttavia non bastano – afferma l’associazione – Il prossimo 5 ottobre inoltre scadrà il taglio delle accise da 6,1 centesimi di euro sul gasolio, e dal giorno dopo entrerà il vigore il meccanismo delle accise mobili, ricorda il Codacons. 

Unc, in strada gasolio sotto 2,3, benzina sotto 2,1 euro

“Finalmente anche nella rete stradale il gasolio scende sotto la soglia monstre di 2,3 euro al litro e la benzina sotto 2,1. In ogni caso la riduzione maggiore dal 27 settembre a oggi si è avuta in autostrada, anche se la diminuzione giornaliera è stata la più bassa di sempre, meno di 2 cent, molto meno della metà di quella di ieri. L’opposto di quanto succede nella rete stradale. Insomma, in autostrada i distributori si sono adeguati più velocemente di quelli stradali e ora la spinta si è già indebolita, speriamo non esaurita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In 4 giorni in autostrada il gasolio si paga 13,1 cent al litro in meno, pari a 6 euro e 55 cent per un pieno di 50 litri, la benzina 13,2 cent, il taglio maggiore, pari a -6,60 euro per un rifornimento. Nella rete stradale, invece, il calo è più basso: -9,20 cent al litro per il gasolio, -4,60 a pieno e solamente -7,50 cent al litro per la benzina, equivalenti a -3,75 euro a rifornimento” prosegue Dona. “Insomma, qualcosa si muove, ma certo non basta. Dobbiamo ricordarci, infatti, che stando ai prezzi di oggi, il gasolio lo paghiamo in autostrada ancora più di 50 cent al litro rispetto al 27 febbraio, ossia prima dell’attacco in Iran, pari a oltre 25 euro per un pieno, nelle strade normali il divario è di quasi 56 cent al litro. Insomma, un abisso. Siamo lontani anni luce dall’avere prezzi normali. Per questo attendiamo una svolta da parte del Governo che finalmente dovrebbe come minimo quadruplicare il taglio delle accise a partire dal 6 ottobre altrimenti l’inflazione che già ieri ha preso il volo darà il colpo di grazia alle famiglie. Domani arriverà un’altra stangata sul gas e il Governo invece di abbassare l’Iva al 5% sta incassando milioni grazie all’aumento dei prezzi dei beni energetici, soldi che dovrebbe ridare ai cittadini” conclude Dona 

Cna Roma, caro carburanti pesa su autotrasporto, 2mila euro in più al mese

Rispetto a gennaio 2026, oggi gli autotrasportatori di Roma e del Lazio sono costretti a spendere, di media, oltre 2mila euro al mese in più di rifornimento per ogni singolo camion. È l’allarme lanciato da Cna Roma, che sottolinea come, senza interventi immediati e consistenti, il caro carburanti rischia di paralizzare il trasporto merci sul territorio. Il blocco delle forniture innescherebbe un effetto a catena che comprometterebbe la continuità delle attività delle piccole e medie imprese. “Nonostante il price cap introdotto da Eni e Ip, la situazione è ormai fuori controllo,” denuncia Roberto Orlandi, Presidente di Cna Roma. “Le aziende stanno subendo un rincaro che sfiora il 50%, un aggravio insostenibile specialmente per le imprese più piccole, che operano con margini di profitto ridotti e hanno una minore forza contrattuale. L’impossibilità di trasferire questi costi sui contratti di committenza e si traduce in una condanna a viaggiare in perdita, bruciando liquidità fino all’inevitabile chiusura. Non è più tollerabile che siano le imprese a far da scudo contro le impennate speculative dei costi. Come Cna, chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di crisi con tutta la filiera: difendere la tenuta delle nostre aziende significa proteggere il lavoro, scongiurare il blocco degli approvvigionamenti e salvare il tessuto economico dei nostri territori. Chiediamo inoltre un’applicazione rigorosa del fuel surcharge: questo meccanismo di adeguamento automatico dei corrispettivi al costo del carburante deve diventare effettivo, trasparente e obbligatorio in ogni contratto, impedendo così che i committenti scarichino il peso dei rincari esclusivamente sui vettori. Altrettanto vitale è lo sblocco immediato della liquidità, rendendo i ristori e i crediti d’imposta accessibili attraverso procedure semplificate e tempi di erogazione più rapidi. Occorre, infine, un aggiornamento costante dei costi di esercizio da parte del Ministero, un passo essenziale per garantire rapporti contrattuali equilibrati e fermare lo strangolamento dei piccoli trasportatori”.

Automobile Magazine-Italia

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