Urso, su automotive si muova Ue, 2026 sia anno riforme

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Il Piano Italia su Stellantis
“haportato a un piano industriale più coerente con gli interessi
nazionali, fondato sull’impegno a non chiudere stabilimenti né
procedere a licenziamenti, in controtendenza rispetto a quanto
avviene oggi nel resto d’Europa”. Lo ha detto il ministro delle
Imprese e del Made in Italy , Adolfo Urso, che oggi ha
incontrato i rappresentanti delle Regioni in cui hanno sede i
principali poli produttivi della filiera automotive. Urso ha
sottolineato l’importanza di “decisioni coraggiose” dell’Unione
europea per rilanciare la produzione del settore. Il
ministro ha ripercorso l’impegno dell’Italia in Europa,
apripista nella revisione delle politiche per l’automotive fin
dal non-paper dell’ottobre 2024, che ha contribuito ad
anticipare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ e
al rinvio delle cosiddette ‘supermulte’ che avrebbero messo a
dura prova il comparto. Un impegno che prosegue ora nel
confronto con la Commissione europea, la cui proposta di
revisione del pacchetto CO₂ del 16 dicembre, ha osservato Urso,
“va nella giusta direzione, ma resta ancora insufficiente”. “Il
2026 – ha aggiunto – dovrà essere l’anno delle riforme e della
svolta. Servono subito decisioni coraggiose e pragmatiche della
Commissione per difendere e rilanciare la produzione europea
dell’auto: piena neutralità tecnologica, sostegno concreto alla
filiera e accelerazione immediata dell’Industrial Accelerator
Act. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii”. Urso
ha annunciato la convocazione di un nuovo Tavolo automotive
prima della pausa estiva, per fare il punto sull’attuazione del
Piano Italia da parte di Stellantis e definire, insieme alle
Regioni, eventuali ulteriori iniziative a sostegno della
transizione e dello sviluppo del settore. Nel corso
dell’incontro sono state infine illustrate le misure di politica
industriale per i prossimi anni, a partire dal nuovo DPCM che
programma fino al 2030 circa 1,6 miliardi di euro del Fondo
Automotive, destinando il 75% delle risorse al sostegno
dell’offerta, con focus su innovazione, investimenti produttivi
e filiera. Su queste misure il Ministro ha aperto un confronto
con le Regioni per definirne l’attuazione sui territori,
valorizzando sinergie su investimenti, filiere e competenze.

   

   

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