(di Paolo Verdura)
L’auto elettrica è un punto di non
ritorno per Renault, che ha chiuso il 2025 con oltre 2,33
milioni di veicoli venduti nel mondo, con un tasso di crescita
del 3,2%, e un aumento di quasi l’80% dei veicoli a batteria,
che hanno raggiunto le 194mila unità. Lo afferma chiaramente
l’amministratore delegato François Provost nel corso di una
conversazione telefonica con la stampa in vista delle
presentazione del nuovo piano strategico prevista per il
prossimo 10 marzo.
“Siamo tra i leader dei veicoli elettrici e vogliamo
continuare ad esserlo”, spiega il manager parigino scandendo che
“Ampére è un successo, perché siamo in grado di competere con i
cinesi e possiamo progettare un’auto in 21 mesi e siamo
competitivi sul lato del software grazie al centro di ingegneria
di Shanghai (Acdc)”. Riguardo alla divisione dedicata all’auto
elettrica nata come entità autonoma e rientrata nel perimetro
del gruppo da inizio anno, Provost sottolinea che “siamo
riusciti ad abbassare il costo di una batteria della Twingo” e
oggi “Nissan, Mitsubishi e Ford usano il nostro ecosistema”.
“Ora – chiarisce – è il momento di semplificare l’organizzazione
e di ridurre i costi”.
Quanto al nuovo piano strategico del gruppo Provost annuncia
che sarà incentrato “sulla stabilità” e che “l’Europa è una
priorità, ma ci saranno anche dei cambiamenti di cui non posso
ancora parlare”.
Non altrettanto ottimista il manager appare sul futuro
dell’auto nel Vecchio Continente dopo il rinvio allo stop delle
vendite di auto termiche al 2035. “Sono soddisfatto sì e no –
afferma – perché ho colto un sentimento di emergenza, ma senza
cambiamenti, senza nulla di concreto”. Sulla transizione verso
l’elettrico Provost si dice “d’accordo con i miei colleghi
tedeschi, perché ci vuole più flessibilità, bisogna raggiungere
gli obiettivi di decarbonizzazione passo dopo passo”. “Dobbiamo
continuare con l’elettrificazione – sottolinea – ma dobbiamo
essere ragionevoli e realistici”. L’obiettivo, secondo Provost,
deve essere quello di “evitare nei prossimi anni
un’accelerazione del declino dell’industria europea”.
“Gli europei vogliono comprare auto nuove – argomenta – ma
sono troppo costose e quello che stiamo facendo per ovviare a
questo problema è reinventare il segmento A della auto più
piccole”. Un segmento che a suo dire “è stato storicamente
inventato in Europa ma oggi è sparito a causa delle regole”. Per
far fronte a questo scenario Provost spiega che il gruppo si
prepara al lancio della nuova Twingo. “Il problema da risolvere
per convincere gli europei ad acquistare auto nuove è il prezzo
– argomenta – perché non riusciremo ad avere il 50% di auto
ibride e il 50% di auto elettriche nel 2030 e dobbiamo riuscire
a produrre auto elettriche abbordabili”. “Dopo il 2027 –
conclude il manager – possiamo convincere il 70% dei clienti
europei verso l’ibrido e l’elettrico, ma dobbiamo essere più
realistici e flessibili per focalizzarci sull’elettrificazione”.
Automobile Magazine – Italia

























