Tavares, 'mi chiedo quale sia la strategia di Stellantis'

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“Mi chiedo quale sia oggi la
strategia di Stellantis”: quasi un anno dopo aver lasciato la
direzione di Stellantis, Carlos Tavares, ha rilasciato
un’intervista al quotidiano francese Les Echos. Occasione per
lui di commentare l’evolversi dell’industria automobilistica
europea, che segue ancora da vicino, e promuovere il suo libro
in uscita in Francia, ‘Un pilote dans la tempete’.

   
Stellantis? “Vedremo i risultati, in particolare, nel 2025 –
risponde il portoghese – ma il problema di Stellantis, è
soprattutto quello di definire una strategia”. La questione che
si pone ora, prosegue il manager, “è quella di un piano. Hanno
rinviato di un trimestre la presentazione perché erano occupati
a disfare ciò che avevo realizzato. Guadagnare un po’ di tempo
spiegando che tutto ciò che è stato fatto va corretto non è un
dramma ma un giorno servirà un piano. Qual è oggi la strategia
di Stellantis?”.

   
A Les Echos, Tavares dice anche di non avere “alcun rimorso”
per la sua remunerazione da Paperone. “Qui in Portogallo –
puntualizza – si congratulano” per i soldi guadagnati. E ancora:
“Nessuno è scioccato quando un calciatore guadagna cinque volte
tanto, Quindi ero molto contento della mia remunerazione. Avrei
eventualmente voluto essere pagato di più”.

   
Da quando è uscito da Stellantis, Tavares è tornato a fare
business in Portogallo. “Da quanto sono tornato in Portogallo –
afferma – ricevo talmente tante proposte che fatico a guardarle
tutte… Proseguo in parallelo le attività intraprese quando ero
ancora nell’industria dell’auto. Le mie aziende producono Porto,
gestiscono alberghi, restaurano auto da collezione, concepiscono
auto da corsa. Mi sono anche lanciato nella costruzione di uno
stabilimento che produrrà calzature sportive usando una nuova
tecnologia industriale e sono in trattativa per riprendere
eventualmente la compagnia aerea delle Azzorre”.

   
Alla domanda se non rimpiangesse di essere stato così a lungo
dipendente invece che imprenditore, Tavares risponde: “Mi ci
sono voluti 43 anni per scoprire che è meglio lavorare in
proprio che per altrui. Così sai perché ti alzi alle 5 del
mattino e per chi stai creando valore. L’avvenire dell’Europa –
avverte – passerà dalla capacità che avremo di trasmettere ai
giovani il gusto di intraprendere”. Nell’intervista a Les
Echos, Tavares dice anche di “non essere sicuro che Tesla
esisterà ancora tra dieci anni”. “Sono un gruppo innovativo ma
verranno battuti dall’efficacia di Byd”, avverte. Quanto a
Volkswagen ”rappresenta il nostro mondo occidentale che rifiuta
di adattarsi”.

   

Automobile Magazine – Italia