La nuova selleria Lamborghini raddoppia i dipendenti

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“Abbiamo 170 persone che lavorano in questo reparto: qui facciamo la selleria per il modello della Revuelto e, in parte, anche per la Lamborghini Temerario. Siamo all’interno della produzione delle supersportive, un comparto che diventerà sempre più importante”.     Sono le parole con cui Stephan Winkelmann, amministratore delegato di Automobili Lamborghini, ha inaugurato la presentazione della nuova selleria dello stabilimento di Sant’Agata bolognese, attiva dallo scorso primo settembre.

 
    Si tratta, spiega Ranieri Niccoli, chief manifacturing officer di Automobili Laborghini, della “ciliegina sulla torta” di “due anni di investimenti sulle supersportive, per il rinnovo della Revuelto e della Temerario”, la supersportiva che ha segnato la completa ibridazione della gamma.     Per le vetture, prosegue, “abbiamo investito più di 200 milioni di euro nel territorio, nelle nostre tecnologie, nella digitalizzazione, in nuovi macchinari specializzati e nelle catene di montaggio”. La massima capacità, che Niccoli specifica “vorremmo raggiungere entro l’inizio dell’anno prossimo”, coinciderà con la produzione di 30 vetture al giorno, 10 Revuelto e 20 Temerario, con la superficie del reparto produttivo che è passata dai 1.400 metri quadrati ai 2.600 metri quadrati: “Per la Temerario – prosegue – produrremo dei componenti più ad alto tasso di personalizzazione, ad esempio sui sedili o sui pannelli porta”.
    A livello occupazionale, ribadisce Niccoli, “per la selleria passeremo dagli 80 operatori che lavoravano sulla Revuelto agli oltre 170, che lavoreranno sui due modelli alla massima capacità: l’età media è di 36 anni, con una prevalenza di lavoratrici donne”. Tra gli elementi che vengono lavorati nella selleria, ci sono per esempio la pelle e le microfibre, per garantire un livello di personalizzazione che, fa sapere l’azienda, è scelto da oltre il 94% dei clienti.
    Parte fondamentale, inoltre, “è quella dedicata al cucito, dove lavorano una quarantina di persone altamente specializzate, spesso provenienti da scuole di moda o aziende del settore”.     L’obiettivo è personalizzare le cuciture dei rivestimenti dei sedili, con i colori chiesti dal cliente. Su questo, aggiunge Niccoli, “abbiamo in piedi progetti di economia circolare, per riutilizzare la pelle che scartiamo e dare nuova vita per esempio a oggetti di pelletteria: l’anno scorso abbiamo recuperato due tonnellate di pelle e utilizziamo solo colle a base d’acqua”.     Presente all’inaugurazione anche l’assessora regionale all’ambiente Irene Priolo: “Il valore dell’export che ha il comparto dell’automotive – ha detto – è di 9,8 miliardi e il ragionamento sull’economia circolare è molto importante: le imprese migliori comprendono come lavorare sul recupero delle materie pregiate”. 

Automobile Magazine – Italia