Keating Supercars, la meteora della marca britannica che voleva sfidare Bugatti

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La recente storia dell’automobile, e soprattutto dei piccoli costruttori di modelli sportivi, è costellata di meteore. Aziende che si sono prepotentemente presentate sulla scena mondiale, che hanno stupito con prestazioni (o spesso promesse di super-prestazioni) e innovazioni tecnologiche spinte. E che nel giro di pochi anni e dopo poche unità prodotte e vendute, hanno dovuto interrompere l’attività.
 

 
    È il caso della britannica Keating Supercars che venne fondata nel 2007 da Anthony Keating, originario di Manchester e laureato in ingegneria elettromeccanica, che immaginando di poter entrare nell’esclusivo club dei produttori di modelli sportivi ad altissime prestazioni presentò il modello TKR annunciando un prezzo di 660mila dollari per la versione base.     La TKR era una berlinetta (che utilizzava parti di provenienza Pagani Zonda e Saleen S7) dotata di un V8 biturbo 7.0 che metteva a disposizione una potenza (dichiarata) di 2.002 Cv. La promessa era quella di superare le prestazioni della bugatti e per rafforzare Questo concetto Keating utilizzò un esemplare ‘modificato’ per raggiungere i 420,1 km/h sul lago salato di El Mirage, in California.     Come racconta un raro catalogo della Keating, della TKR erano state ipotizzate anche due varianti aspirate più ‘tranquille’ con 400 e 500 Cv, due turbo da 520 e 650 Cv e altre due versioni twin turbo – sempre basate sui motori della serie Crate di GM – da 1.000 e 1.500 Cv.     L’impatto sul mercato non fu però quello atteso dal fondatore, tanto che della prima serie di supercar (oltre alla TKR le SKR e ZKR) tra il 2008 e il 2013 non vennero superate le 15 unità, compresi i prototipi di sviluppo, ben sotto al target che prevedeva prima 30 vetture all’anno, asticella poi spostata a 100 nei mesi successivi al debutto.     Nel 2017 Anthony Keating presentò a Top Marques di Monaco la Berus sviluppata assieme alla università britannica di Bolton e dotata di un motore (derivazione GM) fornito dalla Nelson Racing Engines di Chatsworth in California.     Questo concept prometteva in versione stradale una velocità massima di 370 km/h, ma – dopo un incidente avvenuto con il prototipo proprio alla Bolton University.e nonostante l’annuncio di una versione 100% elettrica – l’azienda iniziò rapidamente la sua fase discendente, fino alla liquidazione nel 2021.

Automobile Magazine – Italia