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Automotive, la componentistica italiana perde fatturato e occupazione

IT

La componentistica automotive italiana chiude il 2025 in difficoltà, tra il calo della produzione nazionale di autoveicoli, l’incertezza dei mercati e la crescente concorrenza internazionale. Secondo l’Osservatorio realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dall’Anfia, le 2.110 imprese della filiera hanno generato un fatturato di 53,5 miliardi di euro, in diminuzione del 3% rispetto al 2024. In calo anche l’occupazione, scesa a circa 166.800 addetti (-2,3%).     A pesare è soprattutto la contrazione della produzione italiana di autoveicoli, diminuita del 19,9%, insieme alle strategie delle case automobilistiche e all’ingresso dei costruttori cinesi nel mercato europeo. Nonostante le difficoltà, l’export della componentistica ha raggiunto 24,7 miliardi di euro, in lieve crescita (+0,3%), mentre la bilancia commerciale ha mantenuto un saldo positivo di 7,36 miliardi.     Tra le sfide principali per il settore c’è il passaggio alla mobilità elettrica, che presenta rischi ma anche opportunità. Il 49% delle imprese intervistate si trova in una posizione sostanzialmente neutrale rispetto alla transizione, mentre il 14% risulta maggiormente esposto alle possibili conseguenze negative, perché legato soprattutto ai motori endotermici.     L ‘innovazione resta fondamentale, ma gli investimenti mostrano segnali di rallentamento: nel 2025 le imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo sono state il 61,8%, contro il 64% dell’anno precedente. Cresce invece l’interesse per l’intelligenza artificiale: il 49,6% delle aziende la utilizza o ne sta sperimentando applicazioni. Per il 2026 le prospettive rimangono incerte. Il 42% delle imprese prevede una riduzione del fatturato, contro il 33% che si attende una crescita, con un saldo negativo del 9%. Anche le attese sugli ordinativi e sull’occupazione restano sfavorevoli.     “La situazione è molto difficile, è l’ora delle scelte responsabili da parte dell’Europa. Le indicazioni degli ultimi giorni vanno nella direzione giusta sia sul fronte delle emissioni sia sul Made in Europe”, ha detto Gian Mario Giorda, direttore generale dell’Anfia. “Il 2025 ha confermato le difficoltà che la filiera automotive sta affrontando in una fase di profonda trasformazione del settore, in un panorama che inevitabilmente scoraggia nuovi investimenti e scelte strategiche”, spiega Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino.
Nel 2025 il Piemonte si conferma il principale polo italiano della componentistica automotive, con 734 imprese, pari al 34,8% del totale nazionale. La filiera ha generato un fatturato di quasi 18,8 miliardi di euro, il 35% del totale italiano, e ha dato lavoro a circa 60.500 addetti.Rispetto al 2024, tuttavia, i ricavi sono diminuiti del 4,6% e l’occupazione del 3,5%, cali più marcati rispetto alla media nazionale. Le difficoltà hanno colpito soprattutto i subfornitori, il cui fatturato è sceso del 12%. In controtendenza, gli specialisti dell’aftermarket, che hanno registrato una crescita dell’1,8%.Per quanto riguarda le previsioni in Piemonte il quadro è ancora più critico rispetto al Paese nel suo complesso, con un saldo del -19% per il fatturato e del -22% per le ore lavorate.
   

Automobile Magazine-Italia

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